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Camera, il dl Imu Bankitalia è legge ma è caos in aula

Per garantire il voto al decreto Imu-Bankitalia e porre fine all’ostruzionismo, la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, dopo una riunione con i capigruppo ha deciso per la cosiddetta “ghigliottina”. Un provvedimento che prevede di velocizzare i tempi ponendo subito la votazione.
Il decreto, che sarebbe scaduto alla mezzanotte del 29 gennaio, è legge grazie ai 236 voti a favore contro i 209 no.
Al momento della votazione è scoppiato il caos nell’aula: i deputati dell’opposizione, molti dei quali del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia, hanno occupato i banchi del governo nonostante il tentativo di fermarli da parte dei commessi.
Il decreto prevede la cancellazione della seconda rata dell’Imu e nuove norme per la partecipazione alla capitalizzazione della Banca d’Italia, contro le quali i grillini si sono fortemente schierati.
Le accuse degli ostruzionisti alla presidente della Camera e al Governo sono quelle di essere dei “corrotti” e di fare il bene delle banche a discapito del Paese. Pronta la risposta del Mef che spiega: “Nel corso del dibattito parlamentare svoltosi negli ultimi giorni alla Camera dei Deputati per la conversione in legge del D.L. n. 133/2013 c.d. Imu-Bankitalia, la polemica politica ha spesso preso il sopravvento sulla realtà dei fatti così che alcuni interventi hanno prospettato effetti del provvedimento del tutto fantasiosi e infondati.
In particolare, in merito alle nuove regole relative alla partecipazione al capitale della Banca d’Italia, nessun “regalo” è stato fatto alle banche, perché la rivalutazione del capitale e una più equilibrata ripartizione delle quote di partecipazione alla Banca d’Italia non comportano alcun onere per lo Stato.
La riforma di un assetto risalente al 1936 era peraltro divenuta ormai urgente in vista dell’entrata in vigore del nuovo sistema unico di supervisione bancaria in ambito europeo.
I contenuti e gli effetti del decreto legge sono stati ampiamente illustrati e discussi dal Ministro dell’Economia e delle Finanze in due audizioni presso le commissioni competenti di Camera e Senato.
Nel corso dell’esame del provvedimento sono stati approvati emendamenti di iniziativa parlamentare con il parere favorevole del Governo”.

 

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