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Segnali di vita dalla produzione industriale

pil_crisi_economicaDunque il 2014 si è chiuso meglio di quello che, soltanto a ottobre, si presagiva. Infatti, dopo il calo del mese prima, la produzione industriale italiana è cresciuta a novembre dello 0,3% rispetto al mese precedente che aveva invece fatto segnare una diminuzione dello 0,1% sul mese e del 3% su base annua. Resta il calo dell’1,8% in termini tendenziali e dell’1% relativo al trimestre settembre-ottobre-novembre sul precedente, ma almeno il dato diffuso dall’Istat rappresenta un segnale di vita positivo.
Il margine è minimo, certo, tuttavia non si può non tenerlo in conto anche in vista di quelle che sono le prospettive per il 2015. Se è importante soffermarsi sui dati della produzione industriale è perché l’indicatore, di fatto, osserva il reale andamento dell’economia oltre che misurare la capacità dell’industria in senso stretto.
In particolare, sottolinea l’Istat, per quanto riguarda i settori di attività economica i comparti che hanno registrato i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+6% nel complesso), della fabbricazione dei mezzi di trasporto (+4,8%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+1,9%).
Al contrario, le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-12%), della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-7,8%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,4%).
Se tanto ci si era preoccupati rispetto al dato di ottobre ciò era dovuto all’istantanea che ne scaturiva: l’andamento della produzione industriale confermava il freno che ha subito la crescita economica del paese, con il Pil (Prodotto interno lordo) in costante flessione. A ciò si aggiunga un tasso di disoccupazione lievitato a livelli record, ed ecco che il quadro economico è apparso poco lusinghiero negli ultimi mesi.
Inoltre, non ci si dimentichi delle previsioni di crescita poco superiori allo zero per il 2015 di qualche tempo fa. Ritenere questo un anno di completa ripresa economica sarebbe troppo, tuttavia le previsioni fanno sperare in una risalita timida e comunque necessaria.
Tale scenario comprende l’Eurozona nel complesso. Il Pil, infatti, come sottolinea l’Istat nell’economic outlook, è previsto per l’area dell’euro in crescita dello 0,3% sia nel primo sia nel secondo trimestre del 2015, trainato soprattutto dalla domanda interna (altrimenti molto debole), a sua volta stimolata dai bassi prezzi energetici.
Per quanto riguarda in definitiva la produzione industriale, era stato rilevato un lieve incremento, dello 0,1%, nel mese di ottobre dopo la contrazione che aveva segnato il terzo trimestre del 2014. Tanto le informazioni provenienti dalle inchieste sulle imprese della Commissione europea quanto l’indice PMI (Purchasing managers index), sottolinea l’Istat, “segnalano una continuazione del percorso positivo anche nei prossimi mesi”. Tradotto: si attende che la produzione industriale dell’Eurozona risulti in crescita dello 0,2% nell’ultimo trimestre del 2014 e che acceleri nella prima metà del 2015 (anche in questo caso dello 0,3% nei primi due trimestri).

(articolo pubblicato il 13 gennaio 2015 su Tgcom24)

 

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