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Ripresa debole, ancora pessimisti

lavoro_impreseNonostante il momento favorevole e la ripresa economica, una larga fetta di cittadini statunitensi (il 56%) si dice preoccupata. Poco importa, insomma, che il tasso medio di crescita Usa si attesta al 3%, o che la disoccupazione risulta essere in calo negli ultimi mesi. Un fatto confermato dalla creazione di nuovi posti di lavoro e dalla marcata riduzione di richieste di sussidi di disoccupazione, al livello più basso dal 1973. Permane ancora un senso di incertezza, nonostante tutto.
In verità, stando a uno studio del Pew Research ripreso dal Sole 24 Ore, tale condizione coinvolge diverse economie. Italiani, francesi e spagnoli – in percentuali che oscillano tra l’81% e l’88% – sono tra i più pessimisti. Sono i tedeschi, invece, i più ottimisti tra gli europei. Del resto, osservando almeno il caso italiano, le prospettive di crescita più immediate restano contenute (+0,7% nel 2015 dopo un prolungato periodo di recessione) e anche la situazione occupazionale continua a destare preoccupazione, per quanto in lieve miglioramento rispetto ai mesi scorsi.
In Italia il tasso di disoccupazione rimane su livelli stabili. A maggio era al 12,4%, mentre nell’Eurozona si è attestato all’11,1% (in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando era all’11,6%). Per quanto riguarda l’attività economica, invece, nell’Eurozona l’indice Pmi composito elaborato da Markit (attività manifatturiera più attività dei servizi) è in diminuzione a 53,7 punti nel mese di luglio dai 54,2 di giugno, restando tuttavia in fase di espansione (al di sotto dei 50 punti si entra nell’area che indica la contrazione del ciclo).
Ad ogni modo il clima di fiducia osservato dal Pew Research fa il paio con quello rilevato da uno degli ultimi sondaggi Eurobarometro. Soprattutto per quanto riguarda gli italiani che, nel 45% dei casi, ritengono la mancanza di lavoro la questione prioritaria a livello nazionale. In compenso, emergeva dall’indagine, è diffusa la convinzione che le riforme, gli investimenti, una politica energetica più efficiente, un’industria più competitiva e l’economia digitale possano rappresentare le scommesse europee per ripartire.
Una preoccupazione, quella legata al mercato del lavoro, che coinvolge non poco i più giovani. In Italia, rileva sempre un’indagine Eurobarometro, la quota dei ragazzi tra i 15 e i 30 anni con il timore di non trovare un’occupazione di tipo stabile si attesta al 52%, mentre la media Ue è al 31%. Se un giovane europeo su cinque si dichiara tranquillo rispetto alla propria condizione lavorativa ed economica, in Italia può dire altrettanto appena uno su dieci.

(articolo pubblicato il 24 luglio 2015 su Tgcom24)

 

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