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Il mercato immobiliare vede la ripresa

mercato_immobiliareNel 2014 i primi segnali positivi, nel 2015 la risalita, nel 2016 si confida nel consolidamento. Il mercato immobiliare, negli ultimi tempi, è tornato a evidenziare un graduale recupero dopo il crollo degli ultimi anni, aggravato poi dalla crisi economica. Nonostante una ripresa dall’andamento altalenante, che presenta ancora rischi al ribasso, le recenti mosse della Banca centrale europea potrebbero favorire un’ulteriore risalita del mattone.
L’Eurozona, così come l’Italia, sta attraversando, di nuovo, una fase deflativa. Motivo che ha spinto la Bce a incrementare il suo programma di acquisto dei titoli di Stato (quantitative easing) e a tagliare, di fatto azzerandolo, il tasso principale d’interesse. Una mossa volta a iniettare liquidità e che impegna gli istituti di credito a “sostenere” l’economia (prestiti a imprese e famiglie), per evitare le perdite che altrimenti sarebbero legate ai tassi negativi.
In che modo, tutto questo, incide sul mercato immobiliare? Per quanto riguarda l’Italia, un importante aumento di nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, l’Abi (Associazione bancaria italiana) l’aveva osservato già nel 2015. Per chi ha un mutuo in essere la situazione attuale non cambia di molto, se non per i pochi che lo hanno negoziato a tasso variabile.
Nel nostro paese, infatti, la propensione è ancorarsi al tasso fisso, che non prevede improvvise variazioni sulla rata. Il tasso variabile, che di norma è legato ad una scadenza mensile, permette invece di ottenere prestiti a prezzi molto convenienti, garantita però nel breve periodo. Le misure della Bce, ad ogni modo, potrebbero ora spingere proprio quest’ultima tipologia (e a tale proposito è opportuno tenere d’occhio l’indice Euribor).
Secondo l’ultimo rapporto mensile dell’Abi, a febbrario il tasso che sintetizza l’andamento di quelli fissi e variabili è risultato pari al 2,40%, toccando un nuovo minimo storico dal 2,49% di gennaio (più di un punto dal 3,49% di febbraio 2014). Le nuove erogazioni interessano in larga parte i mutui a tasso fisso.
Ad essere ottimisti, insomma, ci sarebbero le condizioni per una “normalizzazione” del mercato immobiliare nel suo complesso. Se in principio la risalita era stata sostenuta dalla caduta dei prezzi, ora le condizioni favorevoli del credito potrebbero trainare un lieve rialzo. Circostanza peraltro già avviata: Standard & Poor’s ha stimato di recente un aumento dei prezzi delle case, nell’ordine dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

 

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