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Chi è l’imprenditore più visionario al mondo

di Umberto Schiavella

elon_muskMolti lo paragonano a Tony Stark, lo scienziato miliardario che si cela dietro l’armatura di Iron Man nato dalla matita di Stan Lee, ed effettivamente molte sono le somiglianze. Stesse caratteristiche fisiche, entrambi cittadini americani, tutti e due miliardari e ingegneri, hanno seguito le orme dei loro padri, sono entrambi coinvolti in progetti che riguardano l’ingegneria, i trasporti e l’esplorazione spaziale, hanno creato e stanno creando macchine rivoluzionarie. Nel 1983, a soli dodici anni, programma e vende il suo primo software, un gioco elettronico ambientato nello spazio dal nome Blastar. Nel 1995 fonda Zip2 una piattaforma per pubblicare contenuti editoriali online venduta poi alla Compaq per 307 milioni di dollari, operazione che gli fruttò un guadagno netto di 22 milioni di dollari. Con i soldi guadagnati dalla vendita fonda X.com una compagnia di pagamenti online con la speranza di costruire una società di servizi finanziari completi. Successivamente, a seguito della fusione con la concorrente Confinity, nacque PayPal che venne acquisita nel 2002 da eBay al prezzo di 1,5 miliardi di dollari. Sempre nel 2002 nasce SpaceX un’azienda aerospaziale con l’obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi di accesso allo spazio e permettere la colonizzazione di Marte. Nel 2003 decise di dare un taglio al concetto di automobile finora conosciuto fondando la Tesla Motors, mentre nel 2006 crea SolarCity per rivoluzionare l’industria dei pannelli solari. Infine, nel 2013, presenta Hyperloop un treno innovativo in grado di viaggiare a 1.200 km/h. Di chi parliamo? Ma di Elon Musk, naturalmente, un uomo reale e non un personaggio di fantasia che sta rivoluzionando il concetto di energia e di trasporto. Un geniale inventore sempre al lavoro, non passa un giorno senza che vi sia una notizia sul suo conto o sul suo operato. Amministratore delegato di due compagnie che stanno facendo la storia della moderna tecnologia: Tesla e SpaceX, senza dubbio Musk è l’uomo del momento. In poco più di un mese Elon Musk ha presentato la sua ultima vettura elettrica, la Tesla Model X, il primo Suv della casa californiana ed è riuscito a far atterrare un razzo su una piattaforma mobile situata nel bel mezzo dell’oceano aprendo così le porte allo sviluppo della prima generazione di veicoli spaziali riutilizzabili dopo la fine del programma Shuttle. Prima di rientrare senza problemi nell’atmosfera terrestre, il razzo Falcon 9 aveva portato a termine un’importante missione affidata dalla Nasa alla società di Musk, ossia il trasporto fino alla Stazione Spaziale Internazionale del modulo Beam, il primo ambiente gonfiabile per gli astronauti destinato a verificare la fattibilità della costruzione di future basi (gonfiabili) per future colonie umane sulla Luna e su Marte. Un successo, neanche a dirlo, la capsula drone Dragon ha effettuato la consegna ed è poi rientrata alla base con un carico prezioso di circa una tonnellata e mezza di materiali scientifici. Senza dubbio il giovane miliardario con un patrimonio personale stimato di oltre 12.8 miliardi di dollari ha dato inizio ad una nuova era spaziale. Quasi deriso dai giganti aerospaziali che avevano ritenuto irrealistica la possibilità di innovare il concetto di veicolo spaziale, nonché di colonizzare Marte, Elon Musk con la sua Space Exploration Technologies Corp. o SpaceX, sta veramente cambiando il concetto di viaggio spaziale: solo quest’anno sono state programmate 18 missioni, il triplo rispetto allo scorso anno, più di qualsiasi altro suo concorrente come gli stessi Stati Uniti, la Francia, la Russia e la Cina, un privato vs nazioni. Tant’è che i suoi competitor, Arianespace e United Alliance, una joint venture tra Boeing e Lockheed Martin iniziano a preoccuparsi dei successi che via via l’imprenditore sta inanellando uno dopo l’altro cercando di imitarne i successi, ma prima di tutto, di limitarne i costi, operazione ben riuscita al nostro imprenditore illuminato. Nel 2008 la SpaceX è stata la prima azienda ad assicurarsi un contratto di 1.6 miliardi di dollari con la Nasa per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale dopo che lo Shuttle è andato in pensione diventando così, a tutti gli effetti nel 2012, la prima compagnia privata commerciale ad attraccare alla stazione spaziale orbitante. Tutto questo è stato possibile proprio perché l’idea di riutilizzare i vettori recuperati dopo il lancio si è dimostrata vincente. Il costo di lancio di un Falcon 9 è di 61,2 milioni di dollari stando ai dati presenti sul sito della società. Costo che le altre aziende competitor ancora per un bel po’ di tempo non riusciranno ad eguagliare: ad esempio il razzo Atlas V della United Alliance non è riutilizzabile ed ha un costo di lancio pari a 184 milioni di dollari. SpaceX fa tutto in casa, progettazione, produzione e collaudo, questo le permette di uscire dalle vecchie logiche del sistema aerospaziale fatto di fornitori, appaltatori e subappaltatori, un approccio molto Silicon Valley che permette di risparmiare e investire al meglio. Per il fondatore di SpaceX questo è solo l’inizio, lo scopo finale è arrivare, per primo, su Marte nel 2018 con la sua navicella senza equipaggio, un viaggio esplorativo che aprirà alla prima vera missione di sbarco di esseri umani sul pianeta rosso prevista per il 2026. Elon Musk può ricordare Tony Stark e questo è solo uno dei paragoni cinematografici che si possono fare quando si parla di questo imprenditore, la sua ultima uscita, quella di bombardare i poli di Marte con delle testate nucleari per fondere le calotte di ghiaccio e dare il via alla vaporizzazione e al conseguente effetto serra per dare vita ad un’atmosfera marziana sembra ripresa dal famoso film di Arnold Schwarzenegger Total Recall. Per la cronaca, Elon Musk ha interpretato se stesso in un cameo proprio in Iron Man 2.

 

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