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Imprese: prosegue la stretta creditizia

soldi-euroQuanto certificato recentemente dalla Banca d’Italia – nel 2015 è proseguito il recupero dei prestiti erogati alle imprese, trainato dai finanziamenti al settore manifatturiero – riguarda solo le imprese di dimensioni più grandi – l’indagine ha coinvolto quelle che impiegano oltre 20 addetti – mentre i piccoli imprenditori fanno i conti con una stretta creditizia ancora intensa. Secondo i dati contenuti nell’Osservatorio Credito Confcommercio sulle imprese del commercio, del turismo e dei servizi realizzato in collaborazione con Format Research e relativo al secondo trimestre del 2016, circa un’impresa su quattro, pur avendo bisogno di un finanziamento, ha evitato di rivolgersi agli istituti di credito.
I motivi di questa scelta sono molteplici: la scarsa fiducia nella situazione economica del Paese, il timore di vedere respinta la propria richiesta o perché l’imprenditore decide di ricorrere a fonti di finanziamento diverse da quelle garantite dalle banche.
Banche che infatti sono solitamente più propense a concedere il credito alle imprese di grandi dimensioni: secondo un rapporto elaborato da CER e EURES per Confesercenti, le imprese con almeno 20 addetti hanno ottenuto l’81% (pari a 14,8 miliardi di euro) dei prestiti complessivamente erogati nel corso del 2015, mentre il 18,9% è stato destinato alle imprese di dimensioni più piccole che hanno pagato più di altri la stretta creditizia in atto da diverso tempo a questa parte.
Confesercenti stima che, nel periodo compreso tra il 2011 e il 2015, i prestiti destinati alle imprese sono diminuiti del 20,9%, pari a circa 190 miliardi di euro in meno.

 

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