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Le imprese italiane allontanano la crisi

lavoro_imprese-1024x683Al di là degli indicatori macroeconomici che hanno mostrato una situazione in chiaroscuro, altri elementi sembrano tuttavia evidenziare un contesto più favorevole rispetto al recente passato, caratterizzato dagli effetti della crisi. Sicuramente, un momento più positivo è quello che stanno attraversando le imprese italiane. I dati sono di qualche giorno fa: secondo l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, nei primi sei mesi del 2016, 4.116 aziende hanno usato ammortizzatori sociali, quando l’anno scorso erano state 6.915. In pratica, nel primo semestre dell’anno, il calo è stato di oltre il 40%.
Sono principalmente due le ragioni della diminuzione. Da un lato, osservano i consulenti del lavoro, si registra una maggiore responsabilità delle imprese nell’utilizzo della cassa integrazione, anche in virtù delle nuove regole introdotte a settembre 2015. Dall’altro lato, certamente, uno stato economico migliore delle aziende italiane.
Quest’ultimo aspetto era venuto a galla con i dati Cerved, secondo cui le imprese del nostro paese – condizione che ha interessato anche le Pmi – hanno visto migliorare già nel 2015 i propri conti economici e la solidità finanziaria. Dall’indagine, infatti, è emerso che sono in riduzione le aziende che non riescono a generare margini lordi positivi o con l’esercizio in perdita (erano il 24,1% nel 2014, un anno dopo la quota si attestava al 21,3%).
Anche sul fronte occupazionale, soprattutto le Pmi, hanno messo in evidenza dei miglioramenti grazie alla diminuzione della cessazione delle attività. Già l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, in questo senso, aveva sottolineato di recente che l’incremento di occupazione rilevato nelle imprese di piccole dimensioni nei primi sei mesi dell’anno è dipeso inoltre dalla maggiore stabilità registrata al loro interno.
Eppure sono tante le imprese che non riescono ancora a soddisfare la richiesta di personale. Stando ai dati Istat relativi al secondo trimestre 2016 le imprese italiane cercano oltre 40 mila dipendenti, lo 0,5% del totale, senza però trovarli (i dati si riferiscono alle imprese con almeno dieci dipendenti). I settori più ostici in questo senso sembrano essere la sanità e le attività artistiche.

 

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