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Il commercio in Italia e in Europa

Il recente peggioramento della fiducia dei consumatori potrebbe tradursi in un “nuovo rallentamento” della spesa delle famiglie, secondo Confesercenti

carrello_della_spesaConfesercenti osserva che il recente peggioramento del clima di fiducia tra i consumatori registrato dall’ISTAT – l’indice che lo misura è passato dai 111,2 di luglio ai 109,2 di agosto – potrebbe tradursi in un “nuovo rallentamento” della spesa delle famiglie nell’ultima parte del 2016, con inevitabili ripercussioni negative sul commercio. In Italia il commercio non sta vivendo un momento positivo, ma questo vale anche per il resto dell’Europa. Un’analisi Nielsen sottolinea che, nel secondo trimestre del 2016, il leggero incremento dei prezzi dei prodotti di largo consumo, cresciuti dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, non è stato accompagnato da un significativo aumento dei volumi di vendita. Anzi. La crescita dei volumi di vendita (+0,1% su base annua) è stata la più bassa dell’ultimo biennio, con effetti negativi sul fatturato dei distributori, che sono cresciuti al ritmo più basso da quando Nielsen ha iniziato le sue rilevazioni nell’ultimo trimestre del 2008 (+0,8%).
Naturalmente la situazione varia da Paese a Paese. Tra i cinque principali mercati europei – oltre al nostro Paese, l’elenco include la Spagna, la Francia, la Germania e il Regno Unito –, la Spagna e l’Italia registrano la crescita di fatturato più alta, rispettivamente pari al 2,1 e all’1,2% in più su base annua. Le cause della lenta crescita dei consumi sono diverse.
Nielsen sostiene che le responsabilità sono da attribuire tanto allo scenario economico – la leggera ripresa dell’economia dovrebbe essere accompagnata da ulteriori segnali positivi provenienti dal mercato del lavoro e dal potere d’acquisto delle famiglie – quanto alle tensioni internazionali e del sistema finanziario che rallentano il livello di fiducia dei consumatori e quindi la loro propensione al consumo.

 

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