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La digitalizzazione creerà posti di lavoro

Ne sono convinti molti imprenditori italiani, coinvolti in un'indagine Manpower Group, che stimano un incremento compreso tra il 31 e il 40%
di Redazione

L’ultimo rapporto della Commissione europea conferma quanto rilevato lo scorso anno: l’Italia è tra i Paesi meno digitalizzati dell’UE. L’unica nota (leggermente) positiva arriva dalle imprese.

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Secondo il Digital Economy and Society Index 2017 (DESI) – ovvero l’indice che valuta lo stato di avanzamento dei Paesi dell’UE verso un’economia e una società digitali attraverso cinque indicatori (connettività, capitale umano, utilizzo di internet, integrazione della tecnologia digitale e servizi pubblici digitali) –, l’Italia è tra gli Stati membri dell’Unione europea meno sviluppati digitalmente: il nostro Paese è al 25esimo posto su 28. La stessa posizione dello scorso anno.
Il report rivela che siamo al di sotto della media europea in tutti gli indicatori del DESI, anche se per quanto riguarda l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle imprese e l’erogazione di servizi pubblici on-line, il nostro Paese si avvicina alla media UE.
Quelle stesse imprese che (a breve) opereranno in un contesto sempre più digitalizzato. Come ammesso dalla stragrande maggioranza degli imprenditori e dei manager intervistati da Manpower Group in uno studio, Skills Revolution, presentato in occasione del World Economic Forum 2017.
Oltre il 90% degli imprenditori intervistati – l’indagine è stata condotta su un campione di circa 18mila datori di lavoro sparsi in 43 Paesi – sostiene che la propria impresa avrà un impatto inevitabile con la “quarta rivoluzione industriale” nei prossimi due anni e con tutto ciò che ne consegue.
La “quarta rivoluzione industriale” sarà caratterizzata da una digitalizzazione crescente delle competenze dei lavoratori, con effetti benefici sul fronte occupazionale: l’83% del campione selezionato da Manpower sostiene che l’automatizzazione e la digitalizzazione del lavoro genereranno nuova occupazione.
Sono i datori di lavoro italiani ad aspettarsi il maggior incremento di nuovi posti di lavoro – l’aumento stimato è compreso tra il 31 e il 40% – grazie alla quarta rivoluzione industriale. Non tutti sono della stessa idea degli imprenditori italiani. Ad esempio, secondo gli imprenditori di Francia, Finlandia, Germania, Svezia e Svizzera, l’impatto potrebbe essere nullo o addirittura negativo: l’incremento occupazionale stimato non supera il 9%.

 

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