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L’export generato dall’e-commerce

Nel 2016 l'export italiano è cresciuto – l'aumento su base annua è stato dell'1,2% –, anche grazie ad un canale di vendita non tradizionale
di Redazione

Un’indagine della School of management del Politecnico di Milano ha quantificato il valore complessivo delle esportazioni italiane generate dall’e-commerce. Il rapporto del Politecnico di Milano (Export digitale: una sfida, tante opportunità) certifica che nel 2016 l’export italiano di beni di consumo attraverso i canali digitali è cresciuto del 24% rispetto all’anno precedente, per un valore di mercato di 7,5 miliardi di euro.

digitale

Una somma che, per quanto in aumento, rappresenta ancora una quota marginale, pari a poco meno del 6%, delle esportazioni totali di beni di consumo destinati al cliente finale.
I prodotti esportati dalle nostre imprese verso il resto del mondo – Europa e Stati Uniti sono le destinazioni principali – sono quelli tipicamente Made in Italy. In ordine: l’abbigliamento, con poco più del 60% delle vendite complessive, i prodotti alimentari (17%), d’arredamento e di design (entrambi al 12%).
La ricerca rileva una forbice ancora molto ampia tra il valore dell’export online “diretto” – in cui l’interazione con il cliente è gestita da un operatore italiano attraverso i siti di produttori, portali dei retailer online o multicanale o marketplace “italiani” – l’export online “indiretto”, che passa attraverso i siti di eCommerce dei grandi retailer online stranieri, i grandi marketplace e i siti di vendite private internazionali. L’export diretto vale due miliardi di euro (+23%) mentre quello indiretto genera 5,5 miliardi.
L’e-commerce rappresenta un’opportunità per raggiungere clienti molto lontani. A capirlo sembrano essere soprattutto le imprese di piccole e medie dimensioni già presenti sui mercati stranieri, però.
Il Report FedEx sull’export delle PMI – l’analisi è stata condotta da Harris Interactive e ha coinvolto 4.500 aziende – rivela che, in Italia, il 78% delle piccole e medie imprese esportatrici è attivo nell’e-commerce e per di più con buoni risultati: le vendite digitali rappresentano in media il 23% dei ricavi totali di queste attività (tre PMI su dieci sostengono che questo dato crescerà nel 2017).

 

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