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Il contributo delle multinazionali all’economia

Le imprese a controllo estero sono mediamente più produttive e profittevoli di quelle a controllo nazionale, anche se emergono differenze a livello settoriale
di Redazione

Recentemente il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha ricordato la necessità di rendere più attraente l’Italia per le imprese straniere, per convincerle ad insediarsi nel nostro Paese. Cosa che un numero crescente di multinazionali straniere ha fatto negli ultimi anni.
Con cadenza periodica, l’ISTAT censisce le multinazionali presenti in Italia. Al momento, i dati più recenti sono relativi al 2014 e certificano che il loro numero è aumentato rispetto al 2013, passando da 13.165 a 13.569 (+404 unità).

Pur rappresentando solo una piccola porzione di tutte le realtà imprenditoriali attive in Italia, il peso delle multinazionali sul complesso delle imprese residenti nel nostro Paese è del 7,6% in termini di addetti – le multinazionali impiegano 1,2 milioni di lavoratori (il dato è sempre dell’ISTAT) –, del 17,8% in termini di fatturato (524 miliardi di euro, al netto dei servizi finanziari) mentre il valore aggiunto è di 97 miliardi circa.
Numeri importanti, ai quali sia aggiungono quelli relativi alla produttività: nel confronto tra grandi imprese – ovvero quelle che impiegano 250 addetti ed oltre –, quelle a controllo estero sono mediamente più produttive di quelle a controllo nazionale (69,3 mila euro per addetto rispetto a 57,9 mila euro). E al profitto: tra le multinazionali estere, la quota di margine operativo lordo sul valore aggiunto è del 34,2% (quelle a controllo italiano si fermano al 30,6%). L’ISTAT osserva che comunque emergono differenze a livello settoriale.
Dall’estero, il governo intende attirare anche maggiori flussi d’investimenti. Del resto gli investimenti offrono un contributo rilevante alla crescita economica di un Paese e sul fronte occupazionale, creando nuovi posti di lavoro.
Nel suo European attractiveness survey 2016, l’EY ha quantificato che nel 2015 gli investimenti esteri diretti (IDE) verso l’Europa hanno dato un’occupazione a circa 220 mila persone.
In Italia le cose non vanno altrettanto bene, però. Secondo l’EY, i 55 investimenti esteri diretti verso il nostro Paese hanno creato 1.383 posti di lavoro.

 

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