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Indipendenti lontani dai livelli del 2009

La crescita occupazionale registrata tra il 2009 e il 2016 ha interessato solo i lavoratori dipendenti
di Redazione

Alla (moderata) crescita dell’occupazione rilevata dall’ISTAT nel primo trimestre del 2017 – gli occupati sono aumentati di 35mila unità (+0,2%) – non hanno contribuito i lavoratori indipendenti, come spesso accade ormai da diverso tempo.

Tra gennaio e marzo, a fronte di un incremento tra i dipendenti a tempo indeterminato e indeterminato (+73mila occupati), gli indipendenti hanno subito una diminuzione (-38mila unità, pari allo 0,7% in meno).
Il dato relativo al periodo compreso tra gennaio e marzo 2017 è in linea con quello complessivo del 2016 (anche l’incremento occupazionale registrato lo scorso anno è imputabile ai lavoratori dipendenti) e conferma che il lavoratori indipendenti – termine con il quale si indicano gli imprenditori, i liberi professionisti e i lavoratori in proprio (con e senza dipendenti), i coadiuvanti familiari, i soci di cooperativa e i collaboratori – non ha invertito un trend intrapreso con l’inizio della crisi economica.
Confrontando le statistiche del 2009 con quelle dello scorso anno, nell’ultimo Osservatorio nazionale professioni, la CNA osserva che la crescita complessiva dell’occupazione italiana – nel periodo considerato, l’incremento è stato di 59.120 unità – ha riguardato, anche in questo caso, soltanto i lavoratori dipendenti (+280mila posti di lavoro, +1,6%) e non quelli indipendenti (221mila unità in meno, -3,9%).
Interessante, poi, scoprire quanto guadagnano i professionisti non organizzati in ordini professionali – dati dalla somma dei professionisti esclusivi e dei professionisti concorrenti entrambi titolari di una partita IVA –, iscritti alla Gestione Separata dell’INPS nel 2015.
Si tratta di una porzione dei lavoratori indipendenti (i professionisti non ordinistici in senso stretto sono 325.172 su un totale di oltre 5 milioni) e che dichiara un reddito medio di 16.904 euro (gli uomini guadagnano mediamente di più rispetto alle donne: 19.125 contro 13.780 euro).
Molto dipende anche dall’età. I professionisti con meno di 40 anni presentano livelli di reddito al di sotto del valore medio (il valore minimo, 7.149 euro pro-capite, appartiene agli under 20) mentre livelli di reddito al di sopra della media si registrano nelle classi di età più avanzate (il massimo, 22.230 euro è per chi ha tra i 65 e i 69 anni).
Si tratta di medie, ovviamente. Inoltre è necessario considerare che le cifre si riferiscono solo ai redditi maturati attraverso le attività svolte utilizzando la partita IVA. In molti casi, infatti, i professionisti non ordinistici lavorano contemporaneamente sia come lavoratori autonomi (e in questo caso versano i contributi presso la Gestione Separata) che come lavoratori dipendenti. I redditi riportati dalla CNA sono dunque soltanto una parte di quelli complessivi.

 

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