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Quanto vale l’aumento della spesa militare?

Raggiungere il target posti dalla NATO (destinare il 2% del PIL alla difesa) potrebbe richiedere all'Italia uno sforzo economico notevole
di Mirko Spadoni

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha annunciato che l’Italia aumenterà la sua spesa militare fino al 2% del Prodotto interno lordo, proprio come richiesto ai membri della NATO, l’alleanza militare che raggruppa 28 Paesi tra Europa e Nord America. Bruegel, un think tank belga, ha calcolato quanto potrebbe costarci. Intervenendo in occasione del summit di Bruxelles, Gentiloni ha dichiarato che “l’Italia rimane impegnata a implementare il Defense Investment Pledge”, sottoscritto dai Paesi membri della NATO nel Vertice di Cardiff del 2014 e che prevede l’obiettivo tendenziale di un budget della difesa aumentato del 2% del PIL in dieci anni. L’annuncio dovrebbe rassicurare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: in diverse occasioni, l’inquilino della Casa Bianca si è lamentato spesso della spesa militare dei Paesi alleati.

Soltanto cinque dei 28 membri della NATO – l’elenco comprende Stati Uniti, Grecia, Polonia, Estonia e Regno Unito – rispettano il target fissato al 2% del PIL nazionale. Gli altri ci si avvicinano soltanto. Ecco qualche esempio. Nel 2017 la Germania dovrebbe spendere l’1,2% del PIL, la Francia l’1,79%. Il Belgio, la Spagna e il Lussemburgo fanno ancora peggio, destinando meno dell’1%. Mentre l’Italia lo supera di pochissimo: il nostro Paese spende l’1,11% del proprio PIL.
Gli Stati, che non centrano l’obiettivo del 2%, non vanno incontro a nessuna sanzione. Riuscirci, però, comporterebbe un impegno economico notevole: secondo le stime di Bruegel per arrivare al 2% del PIL l’Italia dovrebbe investire nella difesa 18 miliardi di euro in più (per la Germania l’esborso sarebbe più consistente: 30 miliardi).
Dal 2014, ovvero dall’anno del vertice di Cardiff, molte cose sono cambiate: nel 2015 la spesa complessiva dell’Alleanza Atlantica è aumentata per la prima volta in due decenni (solo nel 2016, 22 dei 28 membri hanno aumentato il budget destinato alla difesa).
Perché la maggioranza dei Paesi NATO non rispettano l’obiettivo che si sono posti? La risposta è semplice: la CNN osserva che “alcuni membri non dispongono di un esercito abbastanza grande da poter assorbire un aumento di fondi così consistente nell’arco di poco tempo”. Ciò vale soprattutto per Paesi molto piccoli come l’Islanda, ad esempio.
Attualmente la NATO dispone di un budget per le spese militari che raggiunge i 1,29 miliardi di euro. I fondi servono per finanziare alcune operazioni e il centro di comando strategico della NATO, la formazione e la ricerca. Parecchi soldi, ma che sono poco al confronto di quanto spenderanno complessivamente i Paesi della NATO per la propria difesa nel 2017 (oltre 921 miliardi di dollari).
La NATO dispone anche di un budget per sostenere altre spese – il mantenimento della propria sede a Bruxelles e il reparto amministrativo –, pari a circa 234,4 milioni di euro.

 

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