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Che calciomercato è stato

Cifre da capogiro e capricci dei giocatori, una sessione che ha stravolto le regole del calcio
di Giacomo Buttaroni

Un’estate folle nelle stanze del calciomercato, una sessione che sicuramente non ha annoiato i tanti appassionati di calcio sotto gli ombrelloni. Basti pensare ai casi Donnarumma, Neymar, Keita, Dembelè, Mbappé, Kalinic, Spinazzola e Schick, operazioni – talvolta mancate – che sono diventate i tormentoni di questa finestra di mercato.

Nei primi giorni di apertura delle trattative ufficiali l’argomento più gettonato è stato il rinnovo del portiere 18enne del Milan, Gianluigi Donnarumma, una trattativa lunga con il suo procuratore (Raiola) che sembrava dovesse terminare nel peggiore dei modi per i tifosi rossoneri, con il giocatore ad un passo dalla rottura e con il rischio di passare una stagione in tribuna, fino alla fine del suo contratto. Alla fine però le due parti hanno trovato un accordo per il rinnovo, con un contratto che lo lega al Milan per cinque stagioni a sei milioni all’anno, con una clausola rescissoria di 85 milioni. Ma i dirigenti del club rossonero non hanno portato avanti solo la trattativa di Donnarumma. Hanno infatti piazzato ben 11 colpi: dalla Juventus ha preso Leonardo Bonucci (sicuramente il pezzo pregiato del mercato del Milan), l’attaccante della Fiorentina Kalinic, Ricardo Rodriguez, Biglia dalla Lazio, Andrè Silva, Musacchio, Conti, Kessiè, Calhanoglu, Borini e Antonio Donnarumma (fratello di Gigio), per un totale di 194milioni di euro, classificandosi come terza nella graduatorie delle squadre che hanno speso di più in Europa.

Tra le prime dieci regine del calciomercato estivo del 2017 troviamo il Monaco (ultima di questa speciale classifica) con 102 milioni di euro spesi, a seguire il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti con il colpo James Rodriguez dal Real e con 103 milioni spesi. All’ottavo posto il Chelsea di Antonio Conte con 140 milioni di euro investiti, settima la Juventus con 147 milioni, sesto l’Everton con 158 milioni, al quinto posto con 164 milioni il Manchester United di Mourinho, quarto il Barcellona con 192 milioni e terzo, appunto, il Milan. Secondo, ma solo perché Mbappé dal Monaco è arrivato in prestito, il Psg con l’acquisto da 222 milioni di Neymar. Primo posto per il Manchester City: 244 milioni di euro investiti.

Questo non è stato solo un mercato caratterizzato dalle cifre folli, ma è stato un mercato di capricci, una nuova “arma” per i calciatori in scadenza di contratto, come Keita (andato al Monaco nelle ultime ore di trattative per 30 milioni di euro, nonostante le tante lusinghe in Italia), o altri sicuri di un accordo con diverse pretendenti rispetto al club di appartenenza. Il calciatore aveva rifiutato tutte le proposte che gli erano state fatte da Milan, Napoli e Tottenham, perché voleva fortemente la Juventus, ma il club bianconero non ha mai fatto una proposta adeguata alle richieste del club di Lotito. Mentre la chiusura del mercato si stava avvicinando Keita ha mandato due certificati alla Lazio per disagio psicologico per una mancata convocazione nella finale di Supercoppa italiana, giustificando così la sua assenza dai campi di allenamento. Per fortuna della Lazio e di Keita la situazione si è risolta al meglio per entrambe le parti con la cessione al club del Principato. Situazione simile quella di Kalinic, che dopo un rifiuto della sua ex squadra (la Fiorentina) all’offerta rossonera ha lasciato il ritiro della viola per recarsi in Croazia, comunicando al club di avere problemi familiari. Caso più eclatante quello di Spinazzola, di proprietà dell’Atalanta e fortemente voluto dalla Juventus: il calciatore si è impuntato dopo che la società bergamasca ha rifiutato le offerte della Juventus e ha rifiutato le convocazioni non presentandosi nella trasferta di Valencia e nella prima giornata di campionato contro la Roma, dichiarando di voler andare alla Juve e di coronare il suo sogno.

All’estero abbiamo invece assistito all’affaire Dembelè, il talento classe 97 ex Borussia Dortmund, il quale una volta appresa la notizia che il club tedesco aveva rifiutato l’offerta del Barcellona ha deciso di non presentarsi al campo e di non rendersi reperibile. Alla fine di questa ennesima telenovela, il Borussia ha accettato i 150 milioni di euro proposti dal club blaugrana per il talento francese. Ma forse il caso più strano di questa estate è quello di Schick, con il ceco che a giugno era stato preso dalla Juventus e scaricato dopo un mese per non aver superato le visite mediche. Dopo due mesi però il club torinese si è rifatto sotto alla Sampdoria presentando la stessa offerta di giugno, ovvero 30 milioni di euro, ma il presidente Ferrero stavolta non ne ha voluto sapere e ha accettato l’offerta della Roma che prevede un prestito oneroso di un anno a 5 milioni, con un riscatto di 9 milioni a fine stagione più 8 milioni di bonus, legati al raggiungimento di determinati obiettivi, più 20 milioni nel 2020, per un totale di 40 milioni di euro.

Casi come questi non si erano mai visti nel calcio, almeno non con la stessa frequenza. Di certo un’attitudine che, se consolidata nel tempo, darà ancora più forza contrattuale ai giocatori e ai procuratori. È presumibile che i club correranno ai ripari, o forse non potranno fare granché. Un consiglio ai tifosi: non affezionatevi troppo ai vostri beniamini.

 

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