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Come funziona il Rosatellum bis

Approvata alla Camera la riforma del sistema di voto. Ora la legge passa al Senato
di Redazione

Con il via libera alla Camera, nonostante i franchi tiratori (alla fine sono stati 375 i sì e 215 i voti contrari), la legge elettorale passa adesso al Senato dopo giorni di scontri politici, talvolta molto aspri, tra maggioranza e opposizioni. Ma in cosa consiste la nuova legge elettorale e perché tanto non piace soprattutto a Movimento 5 Stelle e Mdp, in piazza nella giornate di mercoledì e oggi?

Il Rosatellum 2.0, come è stato ribattezzato per distinguerlo dalla precedente proposta, è l’ultimo tentativo (sostenuto anche da Ap, Forza Italia e Lega) di uniformare i sistemi elettorali così da scongiurare che il ritorno alle urne avvenga secondo quelli usciti dalle sentenze della Consulta. Si tratta di un sistema misto che prevede il 36% degli eletti in collegi uninominali (maggioritario) e il 64% su base proporzionale. La soglia di sbarramento nella parte proporzionale è fissata al 3% su base nazionale, sia al Senato che alla Camera (ma fanno eccezione le liste relative alle minoranze linguistiche per cui la soglia è al 20% nella regione di riferimento); per le coalizioni sale al 10%.
La scheda è unica e si potrà segnare il nome del candidato nel collegio uninominale. I suoi voti complessivi contribuiranno alla determinazione della lista che lo sostiene nella quota proporzionale, mentre votando una delle liste il voto ricadrà sul candidato stesso. Vietato il voto disgiunto. È consentita una candidatura nei collegi uninominali e fino a tre nei collegi plurinominali (l’elezione potrebbe perciò avvenire in ogni caso). Le liste sono bloccate, di dimensioni ridotte per non contraddire quanto stabilito dalla Consulta quando bocciò il Porcellum in riferimento alle liste troppo lunghe che non consentono la riconoscibilità del candidato. Le parità di genere sono garantite dal tetto al 60% entro cui si possono candidare persone dello stesso sesso. Il sistema incentiva possibili alleanze ed è questa la ragione principale per cui è inviso al M5S, che la ritiene una legge scritta appositamente per evitare una sua affermazione quale forza di governo. Ma non piace neppure alle forze politiche minori che decideranno di correre da sole in quanto penalizzate. Ulteriori polemiche, poi, sono sorte dopo l’approvazione della cosiddetta “norma salva-Verdini” che consente a chi è residente in Italia di potersi candidare anche nelle circoscrizioni estere.

 

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