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Il Natale al tempo dei social media

La pubblicità online sembra condizionare in misura maggiore le scelte dei genitori che devono comprare i regali ai figli. Ma in generale smartphone e social network stanno cambiando il nostro modo di trascorrere le festività
di Silvia Capone

Secondo l’indagine “European Consumer Payment Report” condotta da Intrum su intervistati tra i 18 e i 64 anni di tutta Europa, i genitori italiani si lasciano condizionare negli acquisti: il 37% di essi sostiene di percepire pressione sociale per l’acquisto dei regali di Natale da fare ai propri figli. Il dato di per sé non rivela nulla di nuovo, se non l’efficacia delle pubblicità che, studiate appositamente, si intensificano a ridosso delle festività natalizie. Il rapporto specifica però che molti dei genitori avvertono la pressione provenire non dalla televisione, ma dai social media, ammettendo che nel 44% dei casi li induca a spendere più del dovuto, contro una media europea del 39%. Cedere alla pressione significa, per un genitore su quattro, anche indebitarsi – o dar fondo ai risparmi – per acquistare un regalo al di sopra delle proprie possibilità economiche. Ed essendo una pressione social più che solamente sociale, la spesa per la quale gli intervistati si sentono maggiormente condizionati è quella affrontata per regalare uno smartphone, come dichiara il 36% dei genitori italiani, contro una media del 33% a livello europeo.

La “richiesta” dello smartphone come regalo di Natale è in linea con l’indagine effettuata da Doxa secondo cui le feste natalizie saranno condivise sui social tramite foto dall’80% degli intervistati, e soprattutto le rilevazioni del Censis secondo cui è utilizzato dal 69,6% degli intervistati e rientra in quarta posizione nella classifica tra i fattori ritenuti centrali per la società di oggi, dal 25,7%, mentre al secondo posto compaiono i social network fondamentale per il 28,3% degli intervistati. Circa la metà degli italiani usa i due social network più popolari: Facebook 56,2% e YouTube 49,6%; Instagram ha raggiunge il 21% degli utenti, raddoppiando in due anni – nel 2015 era al 9,8% -, mentre Twitter resta al 13,6%. Dal 51° Rapporto sulla situazione sociale del Paese emerge inoltre che internet e i social sono considerati due dei mezzi che esercitano più di altri un’influenza sui fattori ritenuti centrali nell’immaginario collettivo della società di oggi, sono tali per il 56% dei giovani nella fascia d’età 14-29 anni, percentuale che sale al 66,6% per i 30-44enni e si attesta al 54,4% per le persone tra i 45 e i 64 anni. L’ampio uso, testimoniato dai dati, contribuisce a quel che il Censis definisce «giovanilizzazione» degli adulti, quindi la convergenza dei comportamenti degli adulti, 30-44 enni, sempre più simili a quelli degli under 30.

 

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