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Il mercato del lavoro a febbraio

Cresce la stima degli occupati e quella dei disoccupati, ma cala la stima degli inattivi. Nell'ultimo anno l'incremento degli occupati è determinato quasi esclusivamente da quelli a termine. In difficoltà i 25-34enni
di Redazione

Dati in chiaroscuro, gli ultimi sul lavoro diffusi dall’Istat. Cresce la stima degli occupati, contestualmente quella dei disoccupati mentre cala quella degli inattivi. Una circostanza che potrebbe stare a significare una rinnovata fiducia. Tra gli aspetti negativi la diminuzione degli occupati permanenti e le performance che si osservano nella classe di età 25-34 anni. Procediamo con ordine. Spiega l’Istat: «Dopo il calo del mese scorso a gennaio 2018 la stima degli occupati torna a crescere (+0,1%, pari a +25 mila rispetto a dicembre). Il tasso di occupazione sale al 58,1% (+0,1 punti percentuali). L’aumento dell’occupazione nell’ultimo mese è determinato dalla componente femminile e, con riferimento all’età, dalla forte crescita dei giovani di 15-24 anni e da quella più lieve degli ultracinquantenni, a fronte di un calo tra gli uomini e nelle classi di età centrali tra 25 e 49 anni. Crescono in misura consistente i dipendenti a tempo determinato, mentre calano i permanenti e gli indipendenti».

Nel trimestre novembre-gennaio, riferisce l’Istat, l’occupazione rimane sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente. Segnali positivi si registrano tra le donne (+0,1%), gli over 50 (+1,0%) e soprattutto i giovani di 15-24 anni (+2,4%), a fronte di un calo tra gli uomini e nelle classi comprese tra 25 e 49 anni. Crescono nel trimestre i dipendenti a termine (+2,4%), mentre calano i permanenti (-0,3%) e gli indipendenti (-0,5%). La stima delle persone in cerca di occupazione torna a crescere a gennaio (+2,3%, +64 mila) dopo cinque mesi consecutivi di calo. L’aumento della disoccupazione interessa donne e uomini e si distribuisce tra tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione sale all’11,1% (+0,2 punti percentuali rispetto a dicembre), mentre quello giovanile scende al 31,5% (-1,2 punti). Dopo l’aumento del mese scorso, a gennaio la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni cala dello 0,6% (-83 mila). La diminuzione interessa prevalentemente le donne e i giovani 15-24enni. Il tasso di inattività scende al 34,5% (-0,2 punti percentuali). Nel trimestre novembre-gennaio, rispetto ai tre mesi precedenti, alla sostanziale stabilità degli occupati si accompagna il calo dei disoccupati (-1,1%, -33 mila) e l’aumento degli inattivi (+0,1%, +14 mila). Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+0,7%, +156 mila) determinato esclusivamente dalle donne. La crescita si concentra solo tra i lavoratori a termine (+409 mila) mentre calano gli indipendenti (-191 mila) e i permanenti (-62 mila). Aumentano soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+335 mila) ma anche i 15-24enni (+106 mila), mentre calano i 25-49enni (-285 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-4,9%, -147 mila) sia gli inattivi (-0,6%, -75 mila). Al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza degli occupati sulla popolazione cresce su base annua tra i 15-34enni e i 50-64enni, mentre è in calo tra i 35-49enni.

PARTECIPAZIONE PER CLASSI DI ETÀ (IL CASO DEI 25-34ENNI)
Mentre rallenta la corsa dei lavoratori over 50, che invece si era registrata nell’ultimo periodo, e la fascia più giovane (15-24 anni) evidenzia miglioramenti netti, quella dei 25-34enni mette in risalto delle difficoltà. In un mese, da dicembre a gennaio, gli occupati sono diminuiti di 14 mila unità, -48 mila in un anno. I disoccupati nella stessa fascia di età sono aumentati di novemila unità, ma in calo di 34 mila sull’anno, con un saldo negativo di 14 mila unità. In pratica è come se la diminuzione degli occupati fosse avvenuta, nel suo complesso, nell’ultimo mese.

(fonte: Istat)

 

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