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Airbnb punta al turismo sostenibile

Il servizio, che già consentiva di cercare alloggi ad hoc, oggi fornisce ulteriori filtri per verificare dimensioni di porte, docce, letti e parcheggi. In questo modo la società mira anche ad un ampliamento della base di utenza
di Silvia Capone

Google e Airbnb hanno aggiornato i loro servizi aprendo alla mobilità sostenibile. I due colossi hanno infatti ampliato l’offerta ponendo particolare attenzione nel garantire l’accessibilità per tutti i loro utenti. Google ha quindi inserito nelle mappe i percorsi praticabili in sedia a rotelle – servizio attivo al momento solo per poche città -, mentre Airbnb, che già consentiva di cercare alloggi ad hoc, oggi fornisce ulteriori filtri per verificare dimensioni di porte, docce, letti e parcheggi.

L’apertura ad un turismo senza barriere, che coinvolge anche piccole realtà già impegnate in questo campo, fa parte di un ampliamento della base di utenza che Airbnb si è prefissata in occasione del decennale della fondazione dell’applicazione. L’obiettivo è infatti quello di arrivare ad un miliardo di ospiti l’anno entro il 2028, che per essere portato a termine implica porre l’attenzione su fasce di utenza che ad oggi rimanevano escluse. L’applicazione che mette in contatto chi cerca e chi offre un alloggio, intende perciò essere il punto di riferimento per più della metà dei turisti nel mondo, che nel 2030 si prospettano essere 1,8 miliardi. Secondo le stime di una ricerca di Morgan Stanley stima che nel 2017 le prenotazioni sarebbero state effettuate dal 30% degli utenti (contro una media del 2,48% dei visitatori di siti e-commerce che concludono l’acquisto). Attualmente conta 4,5 milioni di alloggi dislocati in 81 mila città, generando un guadagno di 41 miliardi di dollari per gli ospitanti, che negli Stati Uniti, in media, raggiungono un incasso medio di 7 mila dollari l’anno.
Airbnb si focalizzerà su quella fetta di mercato, il 70% che non conclude la prenotazione, studiandone le caratteristiche e costruendo categorie ad hoc. La strategia di ampliamento non si limita perciò solo alle case, la tipologia di alloggio di partenza che comunque vedrà un aumento filtri, ma il colosso ha visto notevolmente aumentare la sua offerta grazie a nuove categorie di case vacanze, alloggi unici, B&B e boutique hotel (di cui sono disponibili già 54mila camere). La volontà di Airbnb – offrire un numero e una varietà sempre maggiore di alloggi e benefits per i propri utenti – di collaborare con gli albergatori potrebbe azzerare la polemica che ruota attorno all’antagonismo delle due forme di lavoro e proposte commerciali. In questo modo, garantendo agli albergatori di avere condizioni vantaggiose, Airbnb proverà a concilia le offerte tradizionali e quelle più innovative legate alla sharing economy.

 

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