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Cambiamenti climatici, qual è la nostra parte?

Secondo l'Eurostat nel 2016 le famiglie europee hanno prodotto un quarto di tutte le emissioni dirette di anidride carbonica, pari a 1,7 tonnellate per persona
di Silvia Capone

Con il fine di rendere quasi una questione personale il cambiamento climatico e l’impatto che ognuno ha sulle emissioni di CO2, l’Eurostat ha rilasciato una nuova sezione dedicata in cui sintetizza statistiche provenienti dal mondo ambientale, sociale ed economico. Secondo l’Istituto di ricerca nel 2016 le famiglie europee hanno prodotto un quarto di tutte le emissioni dirette di anidride carbonica, pari a 1,7 tonnellate per persona: il 55% delle emissioni “familiari” è prodotto dal trasporto, il 44% è il derivato del riscaldamento delle case, mentre il restante 1% è emesso da altre attività. In aggiunta a queste, le famiglie contribuiscono anche in modo indiretto all’emissione di anidride carbonica, generata per esempio dalla produzione di beni di consumo. In questo caso la CO2 rilasciata ammonta a circa 3,6 tonnellate per persona, la maggior parte della quale, il 22%, derivante dall’uso di energia elettrica, l’11% dalla produzione di cibo, bevande e tabacchi e il 6% per servizi di alloggio e ristorazione.

Dai dati Eurostat emerge che il paese che registra valori più bassi è la Bulgaria con 0,3 tonnellate annue per persona, mentre in vetta alla classifica compare il Lussemburgo i cui abitanti hanno prodotto nel 2016 2,9 tonnellate di CO2. Se invece si osserva la variazione di emissione di anidride carbonica in Europa, il 2016 ha registrato un calo medio dello 0,4% rispetto l’anno precedente, la diminuzione però non è stata costante in tutti i paesi: il miglior risultato è quello di Malta, che ha saputo ridurre la produzione di CO2 di oltre il 18%, a cui seguono nove paesi – la maggior parte del sud Europa – in cui la variazione è stata negativa, tra cui l’Italia con -2,9%. A “compensare” invece sono i paesi del nord Europa e soprattutto la Finlandia, che registra un +8,5% rispetto al 2015, e la Danimarca, +5,7 in un anno. Nonostante l’Unione Europea segni una seppur lieve diminuzione delle emissioni, il rapporto 2017 Global Carbon Budget del Global Carbon Project, stima che le emissioni globali siano aumentate rispetto al 2016 di oltre due punti percentuali. Ad avere un maggior impatto sulla produzione di anidride carbonica svetta la Cina, che genera il 28% del totale, seguita da Stati Uniti e India. In particolar modo negli Usa sono i trasporti a produrre maggiori emissioni -1,9 miliardi di tonnellate, dopo il ridimensionamento che ha subito, grazie alle politiche energetiche, il settore della produzione elettrica.

 

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