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I rapporti commerciali tra Italia e Russia, nonostante le sanzioni

L’analisi Coldiretti evidenzia una perdita di un miliardo in cinque anni per l’export italiano in Russia, ma nel 2018 il valore è tornato a crescere

di Redazione

In occasione della visita del presidente russo, Vladimir Putin, a Roma, nella giornata di ieri, la Coldiretti ha diffuso un’analisi aggiornata sulle conseguenze e sui costi dell’embargo russo per l’export italiano. Il divieto di ingresso, scattato a seguito delle sanzioni imposte dall’Unione Europea alla Russia per la guerra in Crimea, ha colpito numerosi prodotti agroalimentari provenienti da Stati Uniti, Canada, Australia, Norvegia e Ue, causando una perdita di oltre un miliardo di euro in cinque anni per l’Italia. Tra i prodotti colpiti, emblema del Made in Italy, soprattutto il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il prosciutto di Parma e il San Daniele, ma anche frutta e verdura.

Secondo la Coldiretti, le conseguenze dirette e indirette delle sanzioni e dell’embargo rappresentano un costo insostenibile per l’Italia e per l’Europa: le esportazioni agroalimentari italiane nel 2013 – l’anno precedente all’embargo – raggiungevano i 705 milioni di euro, nel 2018, sebbene il valore sia cresciuto del 7% rispetto al 2017, l’export è stato quantificato in 561 milioni. Tra gli effetti negativi indiretti si annoverano anche il costo di immagine dei prodotti venduti, infatti in questo modo si incentiva la diffusione di produzione taroccata e falsificata come “Made in Italy”.

Nonostante ciò l’Italia rimane comunque uno dei maggiori partner commerciali della Russia ed il quinto fornitore del paese con una quota di mercato del 4,5% a livello mondiale e del 10% a livello europeo. Quindi le sanzioni non hanno azzerato gli scambi commerciali e la crescita del valore dell’export, che è stata registrata nel 2018, è attribuibile a quei prodotti, agroalimentari, non colpiti dall’embargo come il vino, i pelati e l’olio.

I buoni rapporti che permangono tra i due paesi sono stati ricordati anche dal premier Conte che nella conferenza stampa ha affermato: «Noi riteniamo che le sanzioni siano un fine, riteniamo che sia un regime transitorio e l’Italia lavora perché si creino le premesse per un superamento di questo stato di rapporti tra l’Ue e la Russia che non fa bene alla Russia, all’Ue e nemmeno all’Italia che potrebbe aumentare le relazioni commerciali».

 

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