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Petizioni online, lo strumento perfetto della E-Democracy

PARTECIPAZIONE 2.0 | di Astrid N. Maragò
di Astrid N. Maragò

Petizioni On Line è la succursale italiana del sito internetpetition.org, il più grande network di petizioni su internet, presente in ben ventotto paesi del mondo. Il portale è uno spazio libero, indipendente e gratuito che permette a chiunque ne abbia il desiderio di far conoscere la propria idea agli altri, diffonderla e creare un’apposita raccolta di firme per portare avanti la propria piccola o grande battaglia sociale.
La piattaforma mette inoltre a disposizione degli utenti gli opportuni collegamenti con i più conosciuti social network, utilissimi per dare visibilità alle proprie proposte su larga scala, e in più una funzione per salvare e stampare l’elenco delle firme in formato pdf per consentire che la propria causa abbia un supporto concreto da mostrare ai destinatari, affinchè non resti confinato nel mondo “virtuale”.

Ma quali sono gli effetti concreti delle petizioni on line? Possiamo confidare nel fatto che la propria causa on line possa sortire una qualche efficacia e non restare poi lettera morta? A rigore, le petizioni on line non sono provviste di efficacia giuridica nel nostro ordinamento, anche se a dire il vero, sia nel nostro paese che a livello dell’ordinamento dell’Unione Europea è presente una disciplina incoraggiante sulle iniziative legislative popolari e sulle petizioni. Il punto è che questa disciplina non comprende le petizioni svolte online semplicemente perché la normativa vigente richiede che le firme raccolte siano in seguito autenticate da un ufficio predisposto presso la Corte di Cassazione.
Se è vero che il nostro ordinamento equipara la firma digitale a quella chirografa, e se è vero che è diritto di ogni cittadino ottenere una firma digitale per certificare la propria identità, c’è da dire che tuttavia non esiste ancora oggi un sito internet istituzionale ad hoc destinato alla raccolta di petizioni di firme digitali e che consenta ai cittadini di esercitare efficacemente online il proprio diritto di petizione.

Ma la forza dello strumento delle petizioni online sta nella capacità di coinvolgere e sensibilizzare il pubblico rispetto a certe tematiche che senza lo strumento di diffusione di internet avrebbero probabilmente poco seguito. Ha quindi un’importante forza persuasiva e si pone come un insostituibile strumento della cosiddetta e-democracy, la democrazia diretta elettronica.
Sul portale petizionionline.it se ne possono trovare diverse, dalla causa contro la privatizzazione dell’acqua, alle iniziative a tutela dei diritti degli animali: queste ultime, tra le più votate dagli utenti. Ma anche i partiti politici, sull’onda della svolta verso il web 2.0, non stanno a guardare, allo stesso modo delle più note organizzazioni non governative. Le petizioni online sono state da sempre lo strumento prediletto dai Radicali italiani – pionieri (oggi un po’ sfioriti) della comunicazione politica in rete – e da organizzazioni come Amnesty InternationalHands off Cain, o la community di Avaaz.org.

Da qui a dire, insomma, che le petizioni rimangono solo come interessanti ma evanescenti propositi finalizzati a cambiare il mondo ce ne passa: non possiamo infatti ignorare il peso latamente politico che queste iniziative popolari assumono, quantomeno per quanto riguarda quelle che ottengono più larghi consensi. Nei fatti sta poi alla sensibilità dei politici saper cogliere questa suggestione e farsi carico di portarla avanti con impegno e dedizione, magari fin dentro le aule del Parlamento, per renderle concrete andando incontro così alle richieste dei cittadini.  

 

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