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SPECIALE GENOVA. Consiglio comunale a porte aperte

La sindaco di Genova, Marta Vincenzi, ha riferito ai cittadini genovesi, in un consiglio comunale a porte aperte, la cronistoria delle giornate dell’alluvione che hanno colpito il capoluogo ligure. Per l’occasione, infatti, sono stati allestiti anche dei maxischermi.
Con grande trasparenza il primo cittadino ha ricostruito passo passo l’attività dell’amministrazione durante le ore dell’emergenza. Ha riferito le previsioni meteo dell’Arpal, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure, che non presentavano particolari allerta pioggia. La Vincenzi, dunque, ha proseguito con i numeri eccezionali delle precipitazioni confrontandoli con i dati dell’alluvione del 1970: sono caduti 120 mm a Bolzaneto contro i 169 mm del 4 novembre, erano 153 i mm a Brugnato nel settanta contro i 169 mm rilevati a Marassi la settimana scorsa.
“Quella del 4 novembre è stata classificata come tempesta tropicale”, ha spiegato la sindaco.

Alla domanda per tutti cruciale, vale a dire perché sono rimaste aperte le scuole quel venerdì 4 novembre, giorno dell’alluvione, la sindaco ha risposto: “Rimetto a voi la decisione di giudizio sui fatti tragici del 4 novembre. Dalle previsioni che vi ho riportato non era possibile prefigurare che sarebbe stata non un’allerta due, ma una tempesta tropicale”. Per fare chiarezza sono state spiegate le competenze ai comuni che “riguardano i sistemi di sicurezza per il primo ciclo scolastico, mentre dal secondo ciclo la competenza è provinciale. Gli istituti scolastici sono autonomi, il dirigente scolastico in qualità di datore deve mettere in atto le dovute precauzioni e le misure cautelative per le persone avvalendosi del servizio di primo soccorso. L’amministrazione e la protezione civile hanno consegnato alle singole scuole piani di sicurezze ad hoc febbraio 2008- marzo 2011”.

“Cosa avrei fatto se avessi saputo? Per un’allerta due che significa tempesta tropicale, abbiamo tutelato il territorio?”, si è domandata la sindaco di Genova. “Non abbiamo tutelato abbastanza. Abbiamo completato lavori per 82 milioni di euro, opere che hanno compreso anche interventi sul Fereggiano. Sono in via di esecuzione interventi per altri 27 milioni di euro. Gli interventi però non sono sufficienti. Ci sono responsabilità? Sarà compito della magistratura appurarle. Consegnamo questi documenti ai magistrati e ci mettiamo a disposizione, non per alimentare una caccia alle streghe ma perché lo dobbiamo alle famiglie altrimenti si rischia di perdere la dignità”.
La Vincenzi si è infine scagliata contro “i profeti del giorno dopo”.
“Io li disprezzo. Sulle decisioni prese, ora a posteriori, ci rendiamo conto che sono state insufficienti. L’unica soluzione sarebbe stata evacuare per la durata dell’allerta meteo, 110 mila persone. Questa è la lezione, occorre che facciamo un salto di qualità, ci deve essere una cultura del rischio per fronteggiaure gli eventi naturali che non sono più quelli di prima”.
“Oggi sappiamo che il costo dei danni dell’alluvione è quasi il doppio delle misure per costruire il canale scolmatore nel rio Ferregiano, che forse avrebbe evitato la tragedia. Rientro nel mio silenzio – conclude la sindaco Marta Vincenzi- non smetto di lavorare, sono sicura che ce la faremo”.

 

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