Silvio e la stampa estera, l’epilogo di un idillio mai sbocciato | T-Mag | il magazine di Tecnè

Silvio e la stampa estera, l’epilogo di un idillio mai sbocciato

di Claudia Carmenati

“Addio silvio” titola l’Economist, per il Financial Times “La farsa è finita”, “Berlusconi al capolinea” è l’apertura degli esteri del Guardian con tanto di foto di un giovanissimo premier in paglietta, mentre “Berlusconi: quando la politica è un affare personale” è la presentazione del caso Italia dalle pagine del New York Times, infine Le Monde: “È finita Silvio: è inutile insistere”. Così in edicola domenica alcune delle principali testate internazionali hanno descritto la dipartita del Cavaliere e salutato le sue dimissioni rassegnate nella serata di sabato. L’immagine di un Berlusconi giullare, maneggione, scaltro ma poco acuto emerge con chiarezza dalla stampa estera, che di fatto non ha mai fatto mancare aspre critiche al governo uscente.
Dalla Reuters, che aveva battuto sabato tutte le tappe della consegna del mandato, non senza una palese ironia, oggi nel quadro che fa del primo ministro uscente usa parole sprezzanti: “Spesso deriso all’estero per il suo lifting, trapianti di capelli, trucco e gaffe, Berlusconi fino a poco tempo fa raccoglieva un grande seguito soprattutto tra le donne della classe media, i pensionati e i lavoratori autonomi con i suoi moniti sui pericoli della sinistra estremista”. E ancora “il sempre-abbronzato magnate dei media, una volta cantante nelle navi da crociera, è stato sempre protagonista di un senso dell’umorismo troppo colorito e di una serie di gaffe diplomatiche che hanno portato molti leader stranieri a cercare di evitare di essere fotografati vicino a lui”. Affonda l’agenzia: “Fino all’ultimo Berlusconi è apparso a sottovalutare la gravità della crisi, dichiarando questo mese che ‘i ristoranti sono pieni, si hanno problemi di prenotazione posti sugli aerei’, alla faccia del crack economico all’orizzonte per per milioni di italiani”. Non mancano la cronistoria dei processi, con particolare attenzione agli scandali sessuali.
El Pais, che era stato al centro delle polemiche per aver pubblicato gli “scatti proibiti” delle feste di Berlusconi in Sardegna, affida ad un editoriale di Roberto Saviano, pubblicato anche su Repubblica, l’analisi della fine del berlusconismo: “Esiste una parola che più di tutte descrive ciò che il governo Berlusconi è stato per l´Italia, ciò che lo ha davvero caratterizzato in senso politico ed economico, questa parola è immobilismo. Negli ultimi venti anni non è successo niente per il Paese. Non una delle riforme promesse nel 1994 e che avrebbero contribuito a scongiurare la crisi che ora l´Italia sta vivendo, è stata fatta. Ed è evidente che dove non sono riusciti gli elettori, dove non sono riuscite le opposizioni, dove non è riuscita la stampa, dove non sono riusciti gli intellettuali, è riuscito il mercato. Ironia della sorte, proprio Silvio Berlusconi, che si è sempre vantato di aver creato un impero dal nulla, di aver incarnato il sogno americano del self-made man, che si è sempre considerato campione di numeri e denaro, è stato sopraffatto dove si sentiva onnipotente, in quello che ha sempre detto essere il suo stesso elemento: dal mercato”.

 

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