Crisi, la dichiarazione dei capi di Stato e di governo della zona euro | T-Mag | il magazine di Tecnè

Crisi, la dichiarazione dei capi di Stato e di governo della zona euro

Negli ultimi 18 mesi l’Unione europea e la zona euro si sono molto prodigate per migliorare la governance economica e adottare nuove misure in risposta alla crisi del debito sovrano. Tuttavia, le tensioni dei mercati nella zona euro si sono esacerbate e dobbiamo compiere maggiori sforzi per affrontare le sfide attuali. Oggi abbiamo convenuto di progredire verso un’unione economica più forte, il che implica interventi in due direzioni:
– un nuovo patto di bilancio e un rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche;
– lo sviluppo dei nostri strumenti di stabilizzazione per fronteggiare le sfide a breve termine.

Un’architettura rafforzata per l’unione economica e monetaria
1. La stabilità e l’integrità dell’unione economica e monetaria dell’Unione europea nel suo complesso richiedono sia la rapida e vigorosa attuazione delle misure già convenute sia ulteriori interventi di qualità verso un’autentica “unione di stabilità fiscale” nella zona euro. A fianco della moneta unica, è indispensabile un robusto pilastro economico, che si basi su una governance rafforzata volta a promuovere la disciplina di bilancio e una più profonda integrazione nel mercato interno nonché una maggiore crescita, una competitività rafforzata e la coesione sociale. Per conseguire tale obiettivo, ci baseremo sui risultati conseguiti negli ultimi 18 mesi, potenziandoli: il patto di stabilità e crescita rafforzato, l’attuazione del Semestre europeo che comincia questo mese, la nuova procedura per gli squilibri macroeconomici e il Patto euro plus.
2. Tenendo presente questo obiettivo primario e fermamente determinati a superare insieme le difficoltà attuali, oggi abbiamo concordato un nuovo “patto di bilancio” ed un coordinamento notevolmente rafforzato delle politiche economiche nei settori di interesse comune.
3. A tal fine sarà necessario un nuovo patto tra gli Stati membri della zona euro da sancire in regole comuni e ambiziose, che traducano il loro forte impegno politico in un nuovo quadro giuridico.

Un nuovo patto di bilancio

Ci impegniamo a stabilire una nuova regola di bilancio comprendente i seguenti elementi:

I bilanci generali delle amministrazioni pubbliche devono essere in pareggio o in avanzo; questo principio si considera rispettato se, di norma, il disavanzo strutturale annuo non supera lo 0,5% del PIL nominale.

Questa regola verrà inserita anche negli ordinamenti giuridici nazionali degli Stati membri a livello costituzionale o equivalente. Comprenderà un meccanismo automatico di correzione che si attiverà in caso di scostamento. Sarà definita da ciascuno Stato membro sulla base di principi proposti dalla Commissione. Riconosciamo la competenza della Corte di giustizia a verificare il recepimento di questa regola a livello nazionale.

Gli Stati membri convergono verso il loro livello di riferimento specifico secondo un calendario proposto dalla Commissione.

Gli Stati membri sottoposti alla procedura per i disavanzi eccessivi presentano alla Commissione e al Consiglio, per approvazione, un programma di partenariato economico che indica in dettaglio le riforme strutturali necessarie per assicurare una correzione realmente duratura dei disavanzi eccessivi. L’attuazione del programma, e dei documenti programmatici di bilancio annuali coerenti con esso, sarà monitorata dalla Commissione e dal Consiglio.

Sarà istituito un meccanismo per la relazione ex ante degli Stati membri sui rispettivi piani annuali di emissione di debito.

5. Le norme che disciplinano la procedura per i disavanzi eccessivi (articolo 126 del TFUE) saranno rafforzate per gli Stati membri della zona euro. Non appena alla Commissione risulti che uno Stato membro ha superato la soglia del 3%, scatteranno conseguenze automatiche a meno la maggioranza qualificata di Stati membri della zona euro sia contraria. Verranno adottate le misure e sanzioni proposte o raccomandate dalla Commissione a meno che la maggioranza degli Stati membri della zona euro sia contraria. La specificazione del criterio del debito in termini di valore di riferimento numerico per la riduzione del debito (regola dell’1/20) per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60% deve essere sancita nelle nuove disposizioni.

6. Esamineremo rapidamente le nuove regole proposte dalla Commissione il 23 novembre 2011 in materia di i) monitoraggio e valutazione dei documenti programmatici di bilancio e correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro e ii) rafforzamento della sorveglianza economica e di bilancio degli Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria nella zona euro. Invitiamo il Consiglio e il Parlamento europeo ad esaminare rapidamente i regolamenti in questione affinché siano in vigore per il prossimo ciclo di bilancio. Nell’ambito di tale nuove quadro giuridico, la Commissione esaminerà, in particolare, i parametri fondamentali dell’orientamento di bilancio nei documenti programmatici di bilancio e, se necessario, adotterà un parere sui medesimi. Se la Commissione individua un’inosservanza particolarmente grave del Patto di stabilità e crescita, richiederà un documento programmatico di bilancio riveduto.

7. Nel più lungo periodo, continueremo a lavorare su come approfondire ulteriormente l’integrazione fiscale per rispecchiare meglio il nostro grado di interdipendenza. Tali questioni faranno parte della relazione del presidente del Consiglio europeo in cooperazione con il Presidente della Commissione e il Presidente dell’Eurogruppo nel marzo 2012. Essi riferiranno inoltre in merito alle relazioni tra l’UE e la zona euro.

Rafforzamento del coordinamento delle politiche e della governance

8. Conveniamo di sfruttare più attivamente la cooperazione rafforzata in relazione a questioni essenziali per il corretto funzionamento della zona euro, senza compromettere il mercato interno.

9. Ci impegniamo ad adoperarci a favore di una politica economica comune. Verrà definita una procedura volta ad assicurare che tutte le importanti riforme di politica economica programmate dagli Stati membri della zona euro siano discusse e coordinate a livello della zona euro, al fine di effettuare un’analisi comparativa delle buone prassi.

10. Sarà rafforzata la governance della zona euro, come concordato in occasione del vertice euro del 26 ottobre. In particolare, si svolgeranno vertici euro regolari almeno due volte l’anno.

Rafforzare gli strumenti di stabilizzazione

11. Riforme più a lungo termine come quelle di cui sopra devono essere combinate con azioni immediate per rispondere energicamente alle attuali tensioni sui mercati.

12. Il potenziamento del fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF) sarà rapidamente attivato mediante le due opzioni concrete approvate dall’Eurogruppo il 29 novembre. Accogliamo favorevolmente la disponibilità della BCE a fungere da agente per il FESF nelle sue operazioni di mercato.

13. Conveniamo su un’accelerazione dell’entrata in vigore del trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (MES). Il trattato entrerà in vigore non appena gli Stati membri che rappresentano il 90% degli impegni di capitale lo avranno ratificato. È nostro comune obiettivo che il MES entri in vigore nel luglio 2012.

14. Per quanto riguarda le risorse finanziarie, conveniamo sui seguenti punti:

– il FESF resterà attivo nel finanziamento di programmi avviati fino a metà 2013, come previsto nell’accordo quadro, e continuerà a garantire il finanziamento dei programmi in corso secondo le esigenze;
– riesamineremo l’adeguatezza del massimale globale del FESF/MES di 500 miliardi di EUR (670 miliardi di USD) nel marzo 2012;
– nel corso del progressivo aumento del capitale versato, siamo pronti ad accelerare i versamenti di capitale allo scopo di mantenere una proporzione minima del 15% tra il capitale versato e l’importo in essere delle emissioni del MES e a garantire una capacità di prestito effettiva congiunta di 500 miliardi di EUR;
– La zona euro e gli altri Stati membri esamineranno, e confermeranno entro dieci giorni, la messa a disposizione di risorse supplementari per l’FMI fino a 200 miliardi di EUR (270 miliardi di USD), sotto forma di prestiti bilaterali, allo scopo di dotare l’FMI di risorse adeguate per affrontare la crisi. Attendiamo con interesse contributi paralleli da parte della comunità internazionale.

15. Conveniamo sui seguenti adeguamenti del trattato MES volti ad aumentarne l’efficacia:
– per quanto riguarda il coinvolgimento del settore privato, ci atterremo strettamente alle prassi e ai principi consolidati dell’FMI. Ciò si rifletterà in maniera inequivocabile nel preambolo del trattato. Ribadiamo chiaramente che le decisioni adottate il 21 luglio e il 26- 27 ottobre in relazione al debito greco sono uniche ed eccezionali; saranno incluse clausole di azione collettiva standardizzate e identiche, in modo da preservare la liquidità dei mercati, tra le modalità e condizioni di emissione di tutte le nuove obbligazioni di Stato della zona euro.
– al fine di garantire che il MES sia in grado di adottare in ogni circostanza le decisioni necessarie, le regole di voto in seno al MES saranno modificate per includervi una procedura d’emergenza. La regola del comune accordo sarà sostituita da una maggioranza qualificata dell’85% qualora la Commissione e la BCE decidano che occorrono decisioni urgenti in materia di assistenza finanziaria in caso di minaccia per la stabilità finanziaria ed economica della zona euro*.

*Salvo conferma del parlamento finlandese.

16. Accogliamo con favore le misure adottate dall’Italia; ci compiacciamo inoltre dell’impegno assunto dal nuovo governo greco, sostenuto da tutti i partiti, di attuare pienamente il suo programma, nonché dei significativi progressi compiuti da Irlanda e Portogallo nell’attuazione dei rispettivi programmi.

***

Talune delle misure sopra descritte possono essere decise mediante il diritto derivato. I capi di Stato o di governo della zona euro ritengono che le altre misure debbano essere contenute nel diritto primario. Vista la mancanza di unanimità tra gli Stati membri dell’UE, hanno deciso di adottare tali misure mediante un accordo internazionale che dovrà essere firmato a marzo o prima di tale data. L’obiettivo resta quello di incorporare il prima possibile tali disposizioni nei trattati dell’Unione. I capi di Stato o di governo di Bulgaria, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia e Romania hanno dichiarato che intendono aderire al processo. I capi di Stato o di governo di Repubblica ceca e Svezia consulteranno i rispettivi parlamenti prima di adottare una decisione.

 

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