Al via la “fase due”. Monti: “Il nuovo pacchetto si può chiamare Cresci-Italia” | T-Mag | il magazine di Tecnè

Al via la “fase due”. Monti: “Il nuovo pacchetto si può chiamare Cresci-Italia”

“Una soluzione alla crisi non poteva essere neanche affrontata senza il consolidamento dei conti pubblici effettuato con il decreto Salva-Italia. Con il decreto legge ci siamo occupati di conti pubblici, ma l’abbiamo fatto cercando di curare l’equità sociale. Questi due punti saranno presenti nella cosiddetta fase due. Non occorre un’altra manovra, ma la fase della crescita non implicherà larghezza finanziaria. Serviamo la fase del consolidamento puntando alla crescita facendo crescere il Pil. Non faremo molto uso del denaro pubblico, ma dell’equità come leva. Attraverso liberalizzazioni concorrenza e la riforma del mercato del lavoro limeremo i privilegi e le rendite che frenano i meccanismi economici a danno dei giovani”. A spiegarlo è stato il presidente del Consiglio, Mario Monti, nella conferenza stampa di fine anno.
“Siamo impegnati – ha ricordato il premier – nel modificare pregiudizi sbagliati che l’Europa e il mondo hanno verso di noi. Sappiamo che sono giudizi sbagliati – osserva – ma dobbiamo convincere anche loro che lo sono”.

“Abbiamo introdotto – ha inoltre tenuto a precisare il presidente del Consiglio – un avanzo primario del 5% nei prossimi anni, tali da portarci al pareggio di bilancio nel 2013. Stiamo dando piena attuazione ad impegni già presi dal precedente governo. Era un atto dovuto. L’atto voluto comincia oggi. Il nuovo pacchetto si può chiamare ‘Cresci-Italia’. I tempi saranno piuttosto veloci, l’Europa ci attende con ulteriori provvedimenti per l’Eurogruppo del 23 gennaio e per il Consiglio del 30 gennaio. Ci sarà uno sforzo sul fronte concorrenza e liberalizzazioni, poi il cantiere del lavoro e degli ammortizzatori sociali, riducendo la segmentazione del mercato del lavoro. Gli ammortizzatori vanno ammodernati perchè le tutele ci siano e siano rafforzate ma in prospettiva di una maggiore flessibilità economica”.
“Sulle operazioni di riduzioni dello stock del debito stiamo riflettendo – ha spiegato ancora -. Non escludo niente, ci sono delle ipotesi interessanti, ma vanno fatte dopo gli interventi sui flussi di cassa”.

Monti ha poi passato al setaccio la riforma del catasto annunciata nei giorni scorsi: “La riforma del catasto è molto importante per adeguare la tassazione alla realtà effettiva. Non ci sarà un aggravamento dell’imposizione sulla casa ma una maggiore equità sull’imposizione», l’aliquota per la prima casa nel nuovo sistema Imu è dello 0,4% e il numero delle case esenti è di 6 milioni. Non si può dire che la pressione fiscale in questo settore crescerà rispetto a prima del 2008”.

Così, invece, sulla riforma del mercato del lavoro e sulle liberalizzazioni: “Lavoreremo in parallelo sulle liberalizzazioni e sul mercato del lavoro, è un parallelismo che ci è consentito dal fatto che le nostre risorse umane non sono le medesime da dispiegare su un fronte e sull’altro. Fornero si occuperà del mercato del lavoro e il sottosegretario Catricalà, assieme a diversi ministri e io stesso, che non ho dimenticato completamente la materia della concorrenza, saremo molto incalzanti sul tema delle liberalizzazioni e della concorrenza e questo spiega perchè non abbiamo fatto le pensioni e la riforma del lavoro contemporaneamente. Pur essendo la Fornero una donna dinamica – ha detto ironicamente Monti -, dispone di 24 ore. Per quanto riguarda i tempi delle riforme del mercato del lavoro verranno divise in due parti una per gennaio e una per febbraio”.
Come si procederà a tale proposito? Innanzi tutto superando “il dualismo del mercato del lavoro italiano” e “la regolamentazione” sui contratti di lavoro con “forti incertezze interpretative”.
“Sulla riforma delle pensioni interverremo a favore dei lavoratori che erano stati messi in mobilità con le vecchie regole e affronteremo tutti quei casi in cui i lavoratori con le nuove regole si possano trovare in particolare difficoltà”, ha invece assicurato Monti.

Infine, un accenno di politica estera. “Abbiamo incontrato il presidente libico Jalil ed è in preparazione una visita il 21 gennaio a Tripoli: vogliamo riattivare il trattato di amicizia”. Mentre sull’Iran, per quanto riguarda il programma nucleare di Teheran, “siamo vicini al punto di non ritorno per questo l’Italia insieme ad altri Paesi è favorevole a rafforzare l’embargo petrolifero”.

 

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