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ACTA, strumentale la richiesta Ue alla Corte?

di Francesco Toniarini

“La tutela del copyright non può mai essere una giustificazione per eliminare la libertà di espressione o la libertà di informazione. Per questo motivo, l’opzione di bloccare internet non è mai da prendere in considerazione”. Lo ha indicato il Commissario Ue per la giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza, Viviane Reding, commentando la decisione della Commissione europea di adire la Corte di giustizia sull’accordo commerciale contro la contraffazione Acta. “L’Acta non deve cambiare assolutamente l’attuale accordo raggiunto col pacchetto europeo Telecom nel 2009 – ha segnalato Reding – in cui è stata esclusa la ‘three strikes law’ – che è la disposizione legislativa contenuta nella legge francese Hadopi per la tutela del copyright e porta fino alla disconnessione forzata dell’utente da Internet per chi scarica materiale tutelato da copyright. «La proprietà intellettuale – ha detto Reding – è un diritto fondamentale riconosciuto nella carta europea dei diritti fondamentali, protegge gli autori di creazioni artistiche, ma questo non è un diritto fondamentale assoluto. L’Ue è a favore della libertà d’accesso a Internet, per la libertà d’espressione, per la libertà di informazione”.
“Sono critico nei confronti del trattato Acta ed esprimo la preoccupazione di tutte le voci di Bruxelles”, ha detto Innocenzo Genna, presidente di Ecta. “Perchè questa decisione è figlia di varie teste – ha spiegato Genna – La commissione europea ha molteplici direttorati ognuno dei quali protegge gli interessi dei gruppi che lo sostengono”.
L’accordo internazionale anticontraffazione e pirateria informatica, dopo l’adozione da parte dell’Ue, è ora in via di ratifica negli Stati membri, ma nelle ultime settimane è scoppiato un intenso dibattito sulle misure in questo contenute, anche con azioni di protesta che hanno bloccato diversi siti web istituzionali. L’esecutivo di Bruxelles è stato poi accusato di mancanza di trasparenza nella conduzione dei negoziati con i partner internazionali, tenutisi tra il 2008 e il 2010.
“Questo trattato – prosegue il numero uno della European Competitive Telecommunications Association – che era partito per occuparsi di merci scambiate in maniera tradizionale è stato esteso a internet e i lobbisti del copyright hanno trovato un modo elegante per riscrivere le norme senza passare attraverso quelle europee. Così hanno convinto la commissione che andava ratificato il trattato per un accordo completo. Il tutto poi è stato possibile perchè è avvenuto in un contesto completamente lontano dall’Europa”.
Da qui la decisione del Collegio dei commissari di oggi di rivolgersi alla Corte di Lussemburgo, con cui, ha sottolineato De Gucht, “verrà chiarita in modo indipendente la legalità” di Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement). “Condivido la preccupazione della gente per queste libertà fondamentali, in particolare quella di internet, e capisco anche che si sia incertezza su cosa Acta significherà veramente alla fine per tali questioni chiave, per questo credo che portare l’Accordo davanti alla Corte europea di giustizia sia un passo necessario”, ha spiegato il responsabile per il commercio Ue, sottolineando però la necessità che il dibattito su Acta sia “basato su fatti e non sulla disinformazione o voci che hanno dominato i social media, i blog e i siti nelle ultime settimane”.
“La Commissione richiede alla Corte un parere preventivo – chiarisce Genna; in sostanza si chiede se questo trattato è valido. In questo modo la Commissione mette le mani avanti perchè dato che sarà il parlamento a dover ratificare il trattato (parlamento che potrebbe essere ostico nella ratifica) se la Corte darà parere positivo quest’ultiomo si troverà di fatto con le spalle al muro nella decisione”.
Secondo De Gucht, infatti, lo scopo dell’Accordo contro la contraffazione è «innalzare gli standard globali a difesa della proprietà intellettuale», che sono “già contenuti nella legislazione europea» ma che devono essere applicati anche dagli altri paesi in modo che le società europee «possano difendersi» e proteggere i loro prodotti quando operano sui mercati internazionali. E «questo significa che Acta non cambierà niente nell’Ue, ma sarà importante per l’Ue”, ha sottolineato il responsabile di Bruxelles, in quanto “non cambierà niente nel nostro modo di usare internet nè farà chiudere siti, perchè non introduce nessuna nuova regola ma aiuta solo a far rispettare quanto è già legge oggi”, aiutando al contrario a “proteggere posti di lavoro già persi a causa di merci contraffatte pari a un valore di 200 miliardi di euro sui mercati mondiali”.
Per Genna “i lobbisti del traditional content a livello europeo hanno difficoltà a portare avanti i loro interessi e questo comporta che non ci sia trasparenza nel trattato. Una mancanza di trasparenza che si trasforma in un vero e proprio colpo di mano attraverso un metodo molto brutale scevro di goni confronto nel riscrivere le norme europee. Personalmente sono molto deluso – conlude Innocenzi – del contesto di scarsa democrazia che mi spiego con la teoria delle teste multiple; la Corte adesso però ha fatto una serie di sentenze su casi di filtraggio e monitoring dei dati in rete sulle piattaforme nelle quali sostiene che controlli preventivi sulla rete non possono essere fatti. La Corte ha sviluppato una serie di principi di bilanciamento degli interessi secondo i quali il copyright è si un diritto e un valore ma non in assoluto e deve combinarsi ed essere combinato con altri interessi molto importanti come il diritto alla privacy, alla libertà d’impresa e di informazione dei cittadini. Nessuno può dire in anticipo cosa dirà la Corte ma auspico e presumo che esprima parere negativo sul trattato”.
Soddisfazione è stata espressa anche dall’eurodeputato del Pd Luigi Berlinguer. “Aspettiamo la decisione della Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’accordo Acta, con i diritti fondamentali e con la legislazione comunitaria ma reputo positivo” anche il fatto di poter avere più tempo “per valutare il contenuto” dell’accordo commerciale contro la contraffazione. Il coordinatore del gruppo S&D nella commissione affari giuridici del Parlamento europeo, sottolinea che l’Acta “sposta su un accordo internazionale cio’ che e’ di stretta competenza comunitaria, ovvero la definizione di un diritto di autore moderno ed efficace”. Berlinguer ha poi chiesto alla Commissione Ue di dare piu’ tempo all’Europarlamento “per avanzare proposte legislative su questo tema, in considerazione del suo ruolo di legislatore”.
E c’è anche la posizione di Google che si dichiara “attiva nella lotta contro la contraffazione e la pirateria, investendo risorse importanti a questo fine ma allo stesso tempo, è necessario che ogni sforzo per combattere questi fenomeni criminali non abbia conseguenze quali limitare la libertà di espressione o l’innovazione online”.

Leggi anche:
ACTA: così l’accordo anticontraffazione nell’Ue

 

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