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I valori degli italiani, ecco il ritratto del Belpaese

di Mirko Spadoni

Ecco il ritratto del Belpaese: non più esterofili, il 56% crede che l’Italia sia il paese dove si viva meglio, legati alla famiglia e animati “da pulsioni autoritarie”, ma allo stesso tempo contrari a dare più potere al premier. Questi I valori degli italiani, secondo lo studio condotto dal Censis nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il 66% degli intervistati non lascerebbe, anche se ne avesse l’opportunità, il proprio Paese. Perché in Italia, sostiene il 56%, si vive meglio che altrove e la qualità della vita, valore fondamentale per il 20% dei soggetti ascoltati, viene garantita. Un altro 20%, invece, fa del “bello” e dell'”amore” i valori fondamentali su cui poggiare la propria esistenza, mentre ad un punto percentuale sopra, troviamo la religione (21%). Ma è la famiglia il valore fondamentale per oltre metà dei cittadini, il 65% ad essere più precisi. Secondo lo studio del Censis, negli ultimi dieci anni (2000 – 2010) sono diminuite le coppie coniugate con figli (-739 mila), mentre sono aumentate le coppie non sposate con figli (+274 mila) e le famiglie con un solo genitore (+345 mila). Tra il 1998 e il 2009, sono aumentate le unioni libere (+541 mila, arrivando in totale a 881 mila). E sono complessivamente 5,9 milioni gli italiani che hanno sperimentato nella loro vita una forma di convivenza libera.
In Italia, rileva il Censis, si attribuisce grande valore al matrimonio: per il 76% degli italiani è una regola da rispettare, il 54% ritiene invece che garantisca maggiore solidità alla coppia. Detto questo, nel nostro Paese ci si sposa sempre meno. Negli ultimi dieci anni si è registrato, infatti, un calo del 23,7%.
Inoltre, più passa il tempo e più gli italiani mutano il punto di vista su determinati argomenti. Ad esempio, se nel 1993 oltre il 55% votò per abrogare con referendum le pene per la detenzione sull’uso personale delle droghe leggere, oggi gli italiani sembrano avere cambiato idea. Il 73,7% dei cittadini interpellati chiede dunque un inasprimento delle pene per il possesso di droghe leggere. Discorso analogo per le droghe pesanti, con la percentuale che sale all’89,1%. Si chiedono leggi più severe contro le droghe, ma anche leggi restrittive contro l’alcol (76,3%), la prostituizione (71,5%) e le sigarette (52,2%).
Quella che emerge dalla ricerca è una “società – spiega infine il Censis – attraversata da pulsioni autoritarie”, ma che comunque si dice contraria ad un aumento dei poteri del premier: il 70% ritiene essere negativa una simile ipotesi. Perché, per gli italiani, “la complessità dei problemi non consente a una persona sola di risolverli”, ma anche perché il parere dei cittadini deve cominciare ad avere un peso maggiore.

 

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