Usa 2012. Gli spot elettorali dei candidati/10 | T-Mag | il magazine di Tecnè

Usa 2012. Gli spot elettorali dei candidati/10

di Fabio Germani

I sondaggi lo danno per favorito anche in Wisconsin, dove si vota martedì. Mitt Romney dovrebbe così cavarsela con il 40% dei consensi, a Rick Santorum il 33%. Di Newt Gingrich e Ron Paul ormai neanche ci si preoccupa più, talmente sono indietro. Ma entrambi, almeno per il momento, non intendono abbandonare la corsa. Anche se qualche giorno fa si è creduto ad un possibile passo indietro dell’ex speaker della Camera, complici la riduzione dello staff e del budget da destinare alla campagna elettorale e un incontro segreto (tale fino a pochi giorni fa) con Romney avvenuto il 24 marzo. L’ex governatore del Massachusetts, intanto, ha ottenuto endorsement di un certo peso in questi ultimi giorni. Dopo Jeb Bush è stata la volta del padre ed ex presidente George H. W. Bush e infine di Marco Rubio, popolare giovane senatore della Florida, enfant prodige del Gop.
Romney ha dunque dalla sua più di un valido motivo per dormire sonni tranquilli. Arrivare alla convention di Tampa con l’investitura ufficiale in tasca sembra sempre più una questione di ordinaria amministrazione, per quanto Santorum abbia ribadito la propria intenzione di mettere al rivale i bastoni tra le ruote.
La campagna di Romney, dunque, appare già proiettata alle presidenziali di novembre. E Obama viene così incalzato su determinati issues. Obama, spiega in soldoni il video qui sotto, si è autoproclamato uno dei quattro migliori presidenti della storia. Ma è modesto, fa notare Romney: in verità è il primo per accumulo del debito.

Ricordate la storia d’amore raccontata dalla moglie di Mitt Romney? Beh, continua…

Nelle scorse settimane, inoltre, è stata premura dell’ex governatore proporre la sua ricetta che consiste nel taglio alla spesa e a non aumentare le tasse.

Rick Santorum, intanto, si difende come può. Si “vendica” dello scherzetto che gli ha rifilato lo staff di Romney e ricorda qualche sua vecchia dichiarazione “scomoda”. Insiste sul parallelismo Obamacare/Romneycare. Ma è la narrazione di Obamaville, probabilmente, il progetto più ambizioso.

Newt Gingrich, che intanto ha ridimensionato il proprio spessore (e si vede), per non smentirsi prosegue la sua personalissima crociata relativa alle politiche energetiche.

In conclusione non possiamo non menzionare lo staff del presidente degli Stati Uniti in carica, per quanto le attenzioni siano concentrate soprattutto sui candidati repubblicani. In questo spot vengono fatte notare le numerose rinunce in caso di abrogazione della riforma sanitaria, spauracchio di molti esponenti del Gop.

 

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