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In Italia oltre 65 mila imprese under 35 nel settore agricolo

di Matteo Romani

Contrariamente a quello che si pensa e nonostante lo sviluppo del settore terziario e di quello legato alle nuove tecnologie, l’agricoltura resta uno dei capisaldi dell’economia italiana e, soprattutto, continua ad avere un forte appeal nei confronti dei giovani.
Secondo il rapporto “Italia 2012”, realizzato dall’Eurispes che cita fonti della Coldiretti, il nostro paese, in ambito agricolo, può annoverare più di 65 mila imprese under 35: il 10% dell’imprenditorialità giovane del Paese, collocandosi al terzo posto dopo i settori del commercio e delle costruzioni, ed il 6% di quella europea (Ue-27). “L’incidenza dei giovani in agricoltura, se pur in crescita negli ultimi dieci anni, resta inferiore a quella media europea (il peso dei giovani in agricoltura si attesta per l’Italia al 3% e per la media Ue al 6,2%), con un deficit di ricambio più accentuato di quello, già grave, dell’economia nazionale complessiva – afferma l’Eurispes -. In valore assoluto tuttavia, l’Italia presenta, assieme a Germania (58mila) e Spagna (54mila), una delle presenze più elevate di giovani agricoltori (51.470)”.
Non solo i giovani credono nell’agricoltura ma sono di fatto i principali promotori dei grandi cambiamenti che si sono verificati nel settore negli ultimi anni. Tuttavia continuano a lamentare le stesse problematiche che registrano tutti gli imprenditori in ogni ambito: difficoltà di accesso al credito, burocrazia eccessiva, un sistema di formazione lontano dalla realtà vissuta quotidianamente dalle imprese ecc… Questo però non gli impedisce di continuare ad impegnarsi nel tentativo di incrementare la propria attività. Non è un caso che il 78% investa nonostante la crisi sul miglioramento dei prodotti offerti e il 50% circa cerchi di espandersi. In particolare si cerca di diversificare e di migliorare la sicurezza, requisiti fondamentali per sopravvivere in uno dei momenti più difficili della nostra economia. Ma oltre all’intraprendenza e alle innate doti imprenditoriali alla base delle indiscutibili capacità dei più giovani c’è una preparazione che parte dagli studi universitari. “A sostenere lo sviluppo imprenditoriale dei giovani – prosegue l’Eurispes – è anche una maggiore attenzione verso la formazione: cresce la ‘domanda’ di agricoltura negli Atenei universitari, che hanno registrato nel 2010 un balzo degli iscritti in tutte le Facoltà Agrarie, con punte per la formazione nel settore del vino (20 corsi di laurea e 449 corsi post laurea a cui si aggiungono circa 5.000 corsi di specializzazione promossi da altri enti del settore)”.
Insomma, il mito dei giovani lontani dai campi e poco vogliosi di sporcarsi le mani con la terra ed il sudore della fronte va completamente sfatato. L’imprenditorialità giovanile in agricoltura è una realtà forte, che fa registrare una vitalità in netta controtendenza rispetto a tanti altri settori. Compito delle istituzioni dunque è quello di non disperdere questo patrimonio, ma sostenerlo in maniera concreta, attraverso, ad esempio, agevolazioni e finanziamenti. Preservare l’impegno nell’agricoltura significa non solo tenere vivo il nostro passato ma tutelare il nostro presente e, soprattutto, il nostro futuro.

 

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