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Il lavoro che (volendo) c’è

Qualche numero, giusto per rendere l’idea di quanto pesi la crisi economica sui cittadini, Corrado Passera lo ha sviscerato domenica durante il Festival dell’economia di Trento.
“Noi – ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico – siamo in una realtà in Europa dove 50 milioni di persone o sono disoccupate o sono sotto-occupate ed in Italia ci sono tra inoccupati che non cercano lavoro, disoccupati, cassintegrati e sotto-occupati, sette milioni di persone, a cui si possono collegare quattro famigliari a testa, che vivono la crisi. Significa 28 milioni di persone”.
Una prima ricetta, certo non esaustiva, è stata in seguito proposta dallo stesso Passera. “La green economy può avere anche in Italia un impatto sulla creazione dei posti di lavoro. La capacità delle nostre aziende, che può essere supportata ulteriormente, è notevole”, ha detto il ministro sulla base della strategia europea 20-20-20.
Tuttavia c’è da osservare che, al di là delle prospettive dei nuovi settori, di posti vacanti per determinate tipologie professionali ce ne sarebbero. Come ad esempio cuoco, badante, addetto per le pulizie o cameriere. Sarebbero 630 mila, infatti, i posti in palio stando ai numeri della Fondazione Hume per La Stampa, che ha raccolto i dati del Sistema Informativo Excelsior dell’Unioncamere e quelli del ministero del Lavoro.
Nei settori legati al turismo (alloggio e ristorazione) è disponibile il 26,4% di posti vacanti. Nell’ambito del commercio al dettaglio sono 62.310 le assunzioni potenziali e 57.290 (9%) quelle nelle costruzioni. Il problema è, semmai, di altra natura. Solo nel 5,8% dei casi sono garanti contratti a tempo indeterminato.
Dopo i cuochi – la categoria più richiesta con 38.860 unità –, si cerca “personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alla persona”. Subito dopo i tecnici amministrativi finanziari e bancari per 19.780 posti. Da notare che nel 45% dei casi, il che la rende una rarità, sono richiesti giovani al di sotto dei 29 anni.
A livello di città è Roma ad offrire maggiori possibilità (7,2% del campione), a seguire Milano (6,6%), Napoli (3,9%), Torino (3,3%) e Verona (2,6%). Per quanto riguarda le Regioni, la prima è la Lombardia con 99.500 assunzioni.
Non sono notizie da prendere sottogamba o da tenere nascoste, queste. Molto più se si considerano i recenti dati sul tasso di disoccupazione a dir poco allarmanti. Nel primo trimestre 2012 il tasso di disoccupazione è stato pari al 10,9%, per i 15-24enni ha registrato un incremento dal 29,6% del primo trimestre 2011 al 35,9% (con un picco del 51,8% per le giovani donne del Mezzogiorno), mentre sempre nel primo trimestre dell’anno il tasso di inattività della popolazione tra 15 e 64 anni si è attestato al 36,4%.

 

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