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Europei e calcioscommesse: scaramanzia o psicologia?

di Giuseppe Lugli

Da più parti – specie nelle chiacchiere da bar – si sente dire che ogni volta che c’è uno scandalo nel calcio italiano in vista di qualche importante evento internazionale, poi la nazionale figura bene. Così si citano i vincenti Mondiali del 2006 e del 1982. Ma è veramente così? La risposta è… no! Perché? Oltre a trattarsi di rassegne iridate e non Europei, ritorniamo nel passato ed analizziamo le rispettive situazioni.
Come tutti sanno, nel 2006, a due giornate dal termine del campionato, scatta l’operazione Calciopoli o, per i più maligni, Moggiopoli, che riguarda il modo di gestire il campionato di alcuni soggetti (a cominciare, appunto, dal direttore sportivo della Juventus, Luciano Moggi). Malgrado le sanzioni date ai club, i giocatori non vengono minimamente toccati e, probabilmente, in loro psicologicamente scatta la molla per dimostrare sul campo il loro effettivo valore e che i successi delle loro indagate società d’appartenenza (soprattutto Juventus e Milan) sono meritati, al dil à dei ‘magheggi’ dei loro dirigenti.
Nel 1982 la situazione è sostanzialmente diversa. Lo scandalo del Totonero risale al 1980 e non alle porte della manifestazione iridata. Alcuni calciatori – che sono a fine carriera – vengono radiati (Albertosi, Wilson e Cacciatori), gli altri prendono diversi mesi di squalifica, tra cui i giovani nazionali Paolo Rossi, Bruno Giordano e Lionello Manfredonia. Proprio il primo, “Pablito”, diventerà poi il simbolo della vittoria in terra iberica, a dimostrazione di come il periodo della vergogna per il calcio italiano era finito ed era oramai un lontano ricordo.
Ma allora la scaramanzia può aiutare a capire come andrà questo Europeo per l’Italia? Sì, può. Come? Appunto facendo riferimento al Calcioscommesse 1980. Quando si alza il polverone, il 23 marzo 1980, si è appena giocata la 24a giornata, mancano sei giornate alla fine del torneo (prevista per l’11 maggio), l’Inter sta per vincere il suo 12° scudetto (ha già sei punti di vantaggio su Juventus e Roma), il sorprendente Ascoli sta per giungere al 5° posto (suo miglior campionato in Serie A) e, a giugno, ci sono guarda caso gli Europei, proprio come in questo 2012.
Però, se ad oggi Prandelli può andare in Polonia contando su tutti gli italiani che vuole, l’allora commissario tecnico Enzo Bearzot deve fare i conti con le squalifiche, che gli levano i sopracitati Paolo Rossi, suo pupillo, e Bruno Giordano. Così, mentre l’allora presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, l’abile Artemio Franchi, si dimetteva (proprio come sta facendo Giancarlo Abete in questi giorni… o no?), l’allenatore friulano, reduce da un brillante 4° posto ai Mondiali 1978 in Argentina, era atteso per una conferma proprio agli Europei che, fra l’altro, si disputavano in Italia, quindi in casa. In un clima di angoscia e di terrore per un possibile deferimento dietro l’angolo (esattamente come oggi!), gli azzurri non giocano benissimo e, nel primo turno a gironi (due in tutto, per un totale di otto nazioni partecipanti) che manda direttamente in finale la 1a classificata, l’Italia ottiene il 2° piazzamento con una vittoria (1-0 all’Inghilterra, 78’ Tardelli) e due pareggi (due 0-0, con la Spagna – contro cui gli Azzurri esordirono, proprio come succederà quest’anno – e nella decisiva gara con il Belgio), senza subire reti. La ciurma di Bearzot poi perderà, ai rigori 8-9 (dopo l’1-1 dei tempi regolamentari), anche il 3° posto contro gli allora campioni d’Europa uscenti della Cecoslovacchia.
Un attimo, però: a ben vedere, quell’Italia arrivò sì al 4° posto, ma oggi quel piazzamento significherebbe arrivare in semifinale (in realtà si tratterebbe di un 3° gradino ex aequo appunto tra le semifinaliste perdenti). Chi firmerebbe per questo piazzamento anche quest’anno?

 

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