Riforma del lavoro, botta e risposta tra Susanna Camusso ed Elsa Fornero | T-Mag | il magazine di Tecnè

Riforma del lavoro, botta e risposta tra Susanna Camusso ed Elsa Fornero

“Non è dal gusto per il licenziamento che nasce la revisione dell’articolo 18, ma per il desiderio di creare presupposti per un mercato del lavoro che sia dinamico”. In questo modo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha risposto giovedì alla leader della Cgil Susanna Camusso intervenendo alla Camera alla presentazione del libro di Stefano Scabbio Genesi di una riforma – Il nuovo mercato del lavoro in Italia. In precedenza Camusso aveva sostenuto che la ministro “ha una passione per i licenziamenti che dimostra una non particolare sensibilità agli straordinari problemi della crisi”.
“Forse – ha quindi replicato Fornero – nessuna riforma come quella del mercato del lavoro tocca tutti i segmenti della società ed è evidente che in questo coacervo ci sono interessi contrapposti perché gli interessi delle imprese possono configgere con quelli dei lavoratori, anche se spero che possano convergere in futuro”.
“Ogni volta che il ministro del Welfare parla del lavoro pubblico – aveva osservato invece Camusso – si dimentica che il datore di lavoro pubblico e il datore di lavoro privato non sono gli stessi e che loro dovrebbero intervenire per modificare l’insieme delle norme fatte dal governo precedente che hanno risottoposto il rapporto di lavoro pubblico alla politicizzazione invece che all’essere un contratto di lavoro effettivo”.

 

1 Commento per “Riforma del lavoro, botta e risposta tra Susanna Camusso ed Elsa Fornero”

  1. L’affermazione-choc: «Licenzia un dipendente, assumi una web agency». La motivazione: «Che colpa abbiamo se costiamo meno di un dipendente? Ha presente quanto costa a un’azienda assumere un web master, un web designer, un seo. Noi ammortizziamo tutto proponendo un costo irrisorio e con tutte queste figure contemporaneamente», dice senza remore Riccardo Pirrone, amministratore della KiRweb, agenzia romana specializzata nella creazione di siti internet e nella loro indicizzazione sui motori di ricerca. Assicura Pirrone che l’annuncio – pur ammettendo il cattivo gusto in un momento in cui l’occupazione è il problema numero uno – ha raggiunto l’effetto sperato: «Abbiamo avuto diverse manifestazioni d’interesse sui nostri servizi ed è quello che volevamo. Significa che la pubblicità-choc colpisce e crea subito immedesimazione».

    LA CONSULENZA – A ben vedere è la definitiva conferma del trionfo della consulenza nel settore dei servizi. Meglio appaltare all’esterno che conservare internamente. Soprattutto è la testimonianza di un costo del lavoro che scoraggia le imprese a formare internamente figure professionali che invece possono essere trovate sul mercato a un costo infinitamente più basso.

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