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Gli Europei di calcio, la crisi e i telecronisti Rai

di Fabio Germani

Inutile girarci intorno: il calcio è una cosa seria e i telecronisti Rai lo sanno bene. In piena recessione e con la crisi del debito che riguarda l’intera eurozona, l’attento cronista non può esimersi dall’osservare gli Europei di calcio con l’occhio di chi è consapevole che questa competizione vale più di una coppa alzata al cielo. Qui c’è in ballo la ripresa economica, qui si dettano le future strategie.
Obiettivo numero uno: evitare che la Germania vinca Euro2012. E soprattutto, nel caso, che l’esito della finale si decida ai rigori. Immaginate l’euforia l’indomani della Merkel. “Il rigorismo funziona”, potrebbe affermare la cancelliera tedesca.
Stiamo scherzando, naturalmente. Ma non scherzava affatto il duo Rai, Cerqueti e Collovati, quando durante la partita inaugurale di venerdì tra Polonia e Grecia insisteva pedissequamente sull’orgoglio della squadra ellenica, capace in dieci di riuscire a pareggiare i conti (sempre lì si va a parare) con i padroni di casa: la rivincita di un Paese in ginocchio in scena su un campo di calcio.
Un assist piccolo piccolo, poi, è stato fornito anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale a Danzica per l’esordio degli azzurri con la Spagna ha osservato: “C’è una crisi economica e finanziaria, e questa è una cosa. Il calcio è un’altra, ma vincere incoraggia i Paesi che stanno vivendo momenti difficili”.
La coppia Rai, stavolta Gentili e Dossena, non ha tuttavia fatto alcun riferimento alle difficoltà economico-finanziarie di Roma e Madrid durante la partita dei nostri. Meglio non esagerare con le parole, con il rischio contagio che c’è. L’Italia da par suo gioca una buona gara, va in vantaggio con Di Natale appena subentrato a Balotelli nel secondo tempo, ma poco dopo si fa riprendere dalle furie rosse a segno con Fabregas. Napolitano negli spogliatoi farà comunque i complimenti (meritati) agli undici di Prandelli (la cui intervista a fine partita resterà un mistero) e il Tg1 sottolineerà: “L’Italia sfiora l’impresa”. Come a sbugiardare la linea editoriale di inizio maratona televisiva in salsa greca. Con quei presupposti, infatti, a sfiorare l’impresa quasi quasi è stata la Spagna che, diciamocelo, se la passa peggio di noi altri. Il governo di Rajoy ha appena ottenuto dall’eurogruppo un aiuto di cento miliardi per finanziare il settore bancario e la disoccupazione è a livelli record. Ma la Spagna in compenso è campione d’Europa e del mondo. Vuoi mettere?

Ps. Questo articolo va preso per quello che è. Un mero esercizio di stile volto esclusivamente a dimostrare come con determinati cliché sia possibile fare arrivare i treni in orario. O all’occorrenza vincere un europeo di calcio prima di disputare la finale.

 

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