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Niente biscotto: quale il prossimo tormentone?

di Fabio Germani

Il tanto temuto biscotto alla fine non c’è stato. Gli spagnoli (bene ha fatto Marca a prenderci in giro) sono stati di parola e ci hanno dato una bella mano a passare il girone di qualificazione. Già, perché non saremmo italiani se non amassimo complicarci la vita ad ogni occasione. E in barba alla simulazione Uefa secondo cui la gara tra Spagna e Croazia sarebbe dovuta terminare 2 a 2 (biscotto!), l’Italia di Cesare Prandelli approda ai quarti e domenica affronterà una tra Francia e Inghilterra (o magari una sorprendente Ucraina, perché no?).
A ben vedere, la partita dell’Italia non è stata affatto in discesa. L’Irlanda ha giocato una partita tutto cuore e il Trap ha tentato di metterci i bastoni fra le ruote. Se l’Irlanda avesse pareggiato, a un certo punto, non avrebbe rubato alcunché. Poi la Nazionale di Prandelli è salita di nuovo in cattedra e sappiamo come è finita. È stato Mario Balotelli, un po’ nervosetto per l’accoglienza del pubblico irlandese, a siglare il raddoppio azzurro (nel primo tempo ci aveva pensato Antonio Cassano a portarci in vantaggio).
Da adesso, superato il timore di una possibile combine, non avremo più attenuanti: o dentro o fuori. Ed è un bene: perché saremo schiavi esclusivamente del risultato, non dei calcoli. Intendiamoci: la colpa è stata più di chi opera nell’ambito della comunicazione che non degli stessi protagonisti. Anzi, il loro comportamento è stato esemplare in questo senso. Prandelli, fin da subito, non ha mai messo in dubbio la sportività di Spagna e Croazia. Lo hanno fatto i giornali, ricordando in maniera spasmodica il biscotto di Svezia e Danimarca del 2004. Una stupidaggine, dato che tanto la Spagna quanto la Croazia erano ancora a rischio eliminazione. È andata per fortuna e oggi ci siamo recati sul posto di lavoro tutti più rilassati.
Ora attendiamo con ansia il prossimo tormentone azzurro. Intanto un nuovo “caso” già c’è, anche se ci riguarda marginalmente (e solo nell’eventualità che la semifinale sia affar nostro): il quarto di finale tra Grecia e Germania. Non sarà solo calcio, sarà molto di più: Angela Merkel è avvisata.

 

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