I giovani e la crisi. E il rischio “luoghi comuni” | T-Mag | il magazine di Tecnè

I giovani e la crisi. E il rischio “luoghi comuni”

di Mirko Spadoni

Smettiamola per cortesia. Concentriamoci che c’è la crisi, la disoccupazione dilaga e servono idee, soluzioni. Idee innovative, giovani. E allora perché non chiederlo a chi è ancora giovane, magari ai maturandi 2012. Età media 19 anni o giù di lì.
Sicuramente al ministero dell’Istruzione, nella stesura delle tracce per la prima prova della maturità, non avranno pensato a questo. Ma nel leggere una traccia in particolare, quella in ambito socio economico, noi abbiamo avuto la malizia di pensarci.
Perché se ai candidati viene chiesto di scrivere un tema prendendo spunto da una traccia così, il dubbio può diventare legittimo: “Con la crisi internazionale degli ultimi tempi, un problema ha assunto rilevanza: la disoccupazione giovanile. La questione è drammatica soprattutto in Italia, particolarmente grave nel Mezzogiorno. Spiega come sia stato possibile arrivare a questo punto, e illustra alcune soluzioni possibili, avanzando considerazioni personali”.
Ora, ciò che più ci preme non è criticare a priori la scelta del ministero, ma capire l’opportunità della scelta sebbene la traccia in questione sia risultata la più gettonata. C’è ad esempio chi ha avuto qualcosa da ridire al riguardo. Il professore Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, intervenuto ai microfoni del Tg5, ha criticato questa scelta sostenendo che “i giovani sicuramente sentono questo problema, ma si rischia di invogliarli ad esporre una serie di luoghi comuni”.
Esatto, luoghi comuni. E questo perché la crisi economica e le sue dinamiche sono sconosciute anche ai grandi economisti, figurarsi a dei ragazzi poco più che maggiorenni ai quali è stato chiesto di spiegare “come sia stato possibile arrivare a questo punto” e di avanzare “considerazioni personali”, illustrando “alcune soluzioni possibili”.
Grottesco e fuori luogo perché proporre a degli studenti, che stanno affrontando il primo esame della loro vita e magari anche con “fiducia, passione e futuro”, come aveva detto il ministro dell’Istruzione Profumo nel messaggio di auguri ai maturandi, di confrontarsi con dati Istat e tassi di disoccupazione alle stelle, non è certo il miglior viatico per i giovani che vivono questo momento con un poco di coscienza.
Inoltre, quasi tutti i maturandi del 2012, ricordiamocelo, sono nati nel 1993. La crisi economica è cominciata nel 2008 e loro avevano solo 15 anni.
Anche i più informati tra di loro cosa ne possono sapere – senza sfociare in luoghi comuni, appunto – di questi problemi, come della disoccupazione in Italia e nel Mezzogiorno che perdura da decenni?
La “colpa” non può essere la loro e le soluzioni vanno cercate altrove e, soprattutto, da altri.

 

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