Il più grande artista lombardo del Rinascimento: Bramantino | T-Mag | il magazine di Tecnè

Il più grande artista lombardo del Rinascimento: Bramantino

di Stefano Di Rienzo

Attualmente nella splendida sede del Castello Sforzesco a Milano si sta svolgendo una mostra monografica dal titolo “Bramantino a Milano”(dal 15 maggio 2012 al 29 settembre 2012).
L’esposizione curata da Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Marco Tanzi si articola nelle due Sale del Castello Sforzesco che ospitano già importanti lavori dell’artista: nella “Sala del Tesoro” domina “L’Argo” il grande affresco murale realizzato intorno al 1490 e destinato a vegliare sul tesoro sforzesco e la soprastante “Sala della Balla” che accoglie i dodici arazzi della collezione Trivulzio eseguiti intorno al 1509 e acquisiti dal Comune di Milano nel 1935.
Con questa mostra sul Bramantino il Comune di Milano valorizza lo straordinario patrimonio milanese di opere lasciateci da un autore su cui si sta concentrando l’attenzione della critica internazionale. Un’esposizione di grande qualità che si offre gratuitamente al pubblico per condividere con la città lo spirito di una nuova idea di cultura. Bartolomeo Suardi detto il Bramantino deve il suo soprannome al rapporto con il marchigiano Bramante, pittore e architetto alla corte di Ludovico il Moro. Dagli esordi documentati come apprendista orafo, alle prove prospettiche ammirate dal Vasari nel “Compianto” (1504), alle inesauribili invenzioni dei “Mesi” fino alla chiamata in Vaticano nel 1508 da parte del papa Giulio II per affrescare quella che subito dopo diverrà la raffaellesca “Stanza di Eliodoro”.
Giovanni Agosti il curatore della mostra ha detto: “Il riconoscimento del Bramantino come il più grande artista lombardo del Rinascimento è avvenuta nel corso del Novecento, grazie agli studi di Wilhelm Suida ma anche grazie alla sintonia con le sperimentazioni delle avanguardie o con quelle di artisti più vicini a noi da Aldo Rossi a Patty Smith. Solo le ricerche degli ultimi anni hanno restituito al Bramantino una centralità inaspettata mettendone a fuoco la cronologia e incrementando il ridotto catalogo con la sensazionale scoperta di un ciclo di affreschi nel Castello di Voghera”.
Milano conserva il nucleo più cospicuo esistente al mondo di opere del Bramantino: dipinti su tavola su tela, arazzi tratti dai suoi cartoni, disegni, affreschi e l’unica architettura da lui realizzata: la Cappella Trivulzio (1521) che costituisce una sorta di monumentale ingresso alla chiesa di San Nazaro in Brolo a Milano. L’esposizione intende mostrare in ordine cronologico le opere del Bramantino presenti a Milano disperse tra differenti sedi e riunite in un unico percorso. Nella “Sala del Tesoro” intorno all’affresco murale “Argo”, saranno esposte una ventina di opere, dipinti e disegni che provengono da raccolte pubbliche (oltre che dai Musei del Castello Sforzesco, dalla Pinacoteca Ambrosiana e dalla Pinacoteca di Brera) e private di Milano che permetteranno di seguire lo svolgimento della sua carriera: dalla giovanile “Adorazione del Bambino” (1485) della Pinacoteca Ambrosiana, al “S. Sebastiano” (1465) di una raccolta privata, dal “Noli me Tangere” (1501-1504) delle Civiche Raccolte D’Arte Antica, alla “Madonna con il Bambino e Angeli” (1509-1510) della Pinacoteca di Brera agli abbracci colti come un’istantanea della “Pentecoste” (1525) nella chiesa parrocchiale di Somma Lombardo.
Giovanni Agosti dice: “La parabola del Bramantino dimostra la sintonia con le ricerche più avanzate del suo tempo: la Ferrara espressionista di Ercole de Roberti, le sperimentazioni di Leonardo, la Roma città aperta di Giulio II prima di Raffaello, i languori di Giorgione e del Correggio. Tutto attraversato da una peculiare cifra stilistica votata ad una sorte di astrazione fino a dare immagini dalle iconografie spesso stravaganti e misteriose”.
Nella “Sala della Balla” invece un allestimento completamente nuovo dispone i dodici grandi arazzi dedicati ai mesi dell’anno in modo che si leghino tra loro nella sequenza dei gesti e delle stagioni.
Il pubblico potrà seguire l’esposizione grazie ad una “guida alla mostra” su carta gratuita che proporrà analisi e approfondimenti delle opere con una doppia chiave di lettura, offrendo sia un alto livello di informazione scientifica sia un percorso di avvicinamento accessibile da parte dei non addetti ai lavori. La mostra sarà accompagnata da conferenze e seminari in collaborazione con l’Università degli studi di Milano, con il Fondo per l’Ambiente Italiano e con gli Amici di Brera con ingresso libero e gratuito.

 

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