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Rai: botta e risposta tra i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani

La nomina stabilita dal presidente del Senato, Renato Schifani, di Pasquale Viespoli, capogruppo di Coesione Nazionale a Palazzo Madama, quale membro della commissione di Vigilanza Rai ha scatenato diverse reazioni, soprattutto da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini.
Viespoli sostituisce il senatore del Pdl Amato, ma quest’ultimo non intende dimettersi dalla commissione dopo avere annunciato di voler lasciare il Pdl in seguito a qualche suggerimento ricevuto su chi votare nel cda Rai. “In base a quali elementi il presidente del Senato ha ravvisato l’urgenza di intervenire solo oggi – si è chiesto mercoledì Fini in una nota -? Forse perché era chiaro che la libertà di voto del senatore Amato avrebbe determinato un esito della votazione non gradito al Pdl? Se così fosse, saremmo in presenza di un fatto senza precedenti e di inaudita gravità politica”.
“Sono sereno perché non ho fatto altro che far rispettare le regole, impedendo che la Commissione di Vigilanza compisse atti viziati da illegittimità”, ha perciò replicato Schifani.
“L’intervento del presidente Schifani – è stata la posizione espressa dal segretario del Pdl, Angelino Alfano -, a riprova della sua linearità, è stato ritenuto formalmente corretto anche dal senatore Paolo Amato, designato dal capogruppo del Senato, Maurizio Gasparri, per essere sostituito. Non accettiamo, quindi, alcuna critica, a maggior ragione da parte di chi, in pieno esercizio del suo alto ruolo istituzionale, ha fondato un partito, ha indetto riunioni nello studio a lui assegnato in qualità della sua carica ed è più volte intervenuto in maniera strumentale e partigiana nelle dinamiche politiche e parlamentari tentando di orientarle dall’alto del suo scranno. Il presidente Schifani dovrebbe essere preso da esempio proprio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, che oggi lo critica”.
Secondo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, invece, “quello che sta accadendo attorno al rinnovo del Consiglio di amministrazione della Rai ha dell’incredibile. I modi e i tempi della sostituzione del senatore Amato lasciano senza parole. Credo che a questo punto sia indispensabile e urgente che il presidente del Senato riferisca in aula come ha giustamente chiesto la presidente del gruppo parlamentare del Pd, Anna Finocchiaro. Quanto alla Rai, questa invereconda commedia imbastita dal Pdl sulle sorti di una delle più importanti aziende pubbliche italiane deve finire: o giovedì si chiude in modo positivo questa vicenda o il governo deve finalmente prendere in mano la situazione e garantire una gestione straordinaria della Rai”.

 

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