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La squadra più vincente al mondo verso il fallimento

di Jacopo Lo Jucco

Questa è un’estate tribolata per gli appassionati di calcio: oltre all’ormai assodata squallida vicenda del calcio-scommesse, sommata alla peggiore sconfitta in una finale nella storia della nostra nazionale, gli entusiasti di questo sport sono stati colpiti dalla notizia che i Glasgow Rangers sono stati ufficialmente esclusi dal prossimo campionato di calcio scozzese a causa dei problemi finanziari del club. Si tratta di un colpo al cuore per gli storici ed i nostalgici del calcio essendo una delle squadre più antiche del mondo, sicuramente una delle più prestigiose. I Rangers furono infatti tra i fondatori della Lega Calcio scozzese nel 1890, e da allora hanno partecipato a tutte le edizioni della massima serie del campionato nazionale. La squadra di religione protestante di Glasgow, assolutamente da non confondere con i Celtic (rappresentanti della fazione cattolica della città), detiene il record mondiale di vittorie in campionati nazionali (addirittura 54) e di trofei ufficiali conquistati (un totale inimitabile di 115). Sicuramente il livello del calcio scozzese non è particolarmente elevato né sofisticato, ma è anche vero che le due squadre di Glasgow hanno costantemente alzato l’asticella per tutti e da anni fanno campionato a se: si è discusso lungamente della possibilità di includerle nella Premier League inglese, sebbene la decisione non sia mai stata effettivamente presa.
Ieri i Rangers, da mesi in amministrazione controllata, hanno chiesto alla SPL (la Lega di serie A scozzese) l’iscrizione al campionato sotto l’egida di una nuova società, ma gli altri club membri hanno votato contro, praticamente all’unanimità. La gestione scellerata del miliardario David Murray, in carica dal 1988 al 2009, ha lasciato il club con debiti per oltre 140 milioni di sterline (175 milioni di euro circa), ed ora i tifosi di tutto il mondo rischiano di vedere scomparire dal gioco una delle squadre con più storia e tradizione. Non si vede la luce alla fine del tunnel. L’unica speranza è che la SFL (la Lega delle serie minori) accetti di far iscrivere i Rangers ad uno dei campionati inferiori, ma anche in questo caso il voto spetta ai rappresentanti degli altri club, i quali potrebbero decidere di seppellire la causa della squadra più vincente del paese.
Ciò che appare più vergognoso è che il mondo del calcio nella sua interezza non si mobiliti per salvare un vero e proprio patrimonio, rappresentativo purtroppo del modo di intendere questo sport nell’era moderna. Le squadre con i conti a posto in giro per il mondo si contano sulle dita di una mano. Alcuni top club, tra cui i colossi spagnoli Real Madrid e Barcellona, vivono nel debito e sono praticamente finanziati alla cieca da banche ed istituti di credito che sarebbero falliti senza gli interventi dei propri governi (i quali riescono a sopravvivere solamente domandando tasse sempre più alte ed esose ai contribuenti). Altri top club (come il Chelsea, il Paris-Saint-Germain, il Malaga ed il Manchester City) sono invece in mano a miliardari in cerca di divertimenti che potrebbero però effettivamente determinarne l’affossamento nel momento in cui si dovessero stancare del “giocattolo”. Il caso dei Rangers dovrebbe spingere gli organi a capo del calcio a vigliare con severità e ad imporre con determinazione il fair play finanziario, contestualmente salvando la squadra di Glasgow.

 

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