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Taglio delle Province, ecco la lista dei 43 enti “salvi”

Il Consiglio dei ministri ha stabilito i criteri per il riordino delle Province. “In base ai criteri approvati – si legge nel comunicato –, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati. Nei prossimi giorni il Governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali (in mancanza, la deliberazione verrà trasmessa all’organo regionale di raccordo tra Regione ed enti locali). La proposta finale sarà trasmessa da Cal e Regioni interessate al Governo, il quale provvederà all’effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura”. Con tali presupposti è già possibile quantificare il numero delle Province “salve”. L’Ansa, sulla base dei criteri decisi dal Governo e dei dati Istat, ha calcolato le Province che verrebbero accorpate e dalle stime risultano essere 43 quelle che resteranno in vigore (Torino, Cuneo e Alessandria in Piemonte; Milano Brescia, Bergamo, Pavia in Lombardia; Venezia Verona e Vicenza nel Veneto; Genova e La Spezia in Liguria; Bologna, Parma, Modena e Ferrara in Emilia Romagna; Firenze in Toscana; Perugia in Umbria; Ancona Pesaro e Urbino nelle Marche; Roma e Frosinone nel Lazio; L’Aquila e Chieti in Abruzzo; Campobasso in Molise; Napoli, Salerno, Caserta e Avellino in Campania; Potenza in Basilicata; Bari, Foggia e Lecce in Puglia; Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro in Calabria. A queste vanno poi aggiunte quelle delle Regioni a Statuto speciale: Palermo, Agrigento, Catania e Messina in Sicilia; Cagliari in Sardegna; Trieste e Udine in Friuli).
“Le nuove Province – spiega dunque il comunicato di Palazzo Chigi – eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto Salva Italia)”.

 

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