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Disposta la riesumazione del corpo di Garibaldi a settembre

Il corpo di Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi e protagonista dell’unificazione del nostro bel paese, verrà riesumato per fugare ogni dubbio sulla reale ubicazione dei suoi resti. L’operazione è stata richiesta dai discendenti, il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi ha acconsentito ed ha disposto che la tomba sarà aperta a settembre. I discendenti sono intenzionati a dissipare così qualsiasi dubbio esistente sul contenuto della tomba, poiché questa potrebbe essere stata manomessa e non ospitare più le spoglie del condottiero.
Ieri, durante la conferenza stampa in cui è stato presentato il progetto, la pronipote Anita ha sostenuto che la tomba sia stata effettivamente manomessa: “Fino al 1932, quando mio padre l’aprì, il Generale era lì: aveva un braccio abbastanza malmesso. Poi non si sa bene quello che è successo. Se è ancora nella sua tomba perché c’è questa opposizione a saperlo?”. La donna ha inoltre aggiunto: “Il mio bisnonno ha più volte espresso la volontà di non essere sepolto ma di essere cremato, indicando anche il punto esatto in cui farlo […] Voleva che ogni italiano potesse prendere un briciolo delle sue ceneri per diffonderle in tutto il territorio nazionale, creando così una nuova Italia. Tutti possono riesumare i propri antenati. Per qualche ragione stranissima noi non abbiamo avuto la possibilità di farlo. Ed è importante capire il perché. Riesumare e accudire una salma forzatamente imbalsamata è un’opera caritatevole. Anche padre Pio, Carducci e Mazzini sono stati portati alla luce”.
Un’altra discendente, Annita Garibaldi Jallet, è tuttavia di diverso avviso. La donna, unica figlia di Sante e Beatrice Garibaldi (Sante era figlio del quarto figlio di Giuseppe Garibaldi, Ricciotti), ha espresso il suo disappunto per l’operazione: “Non vi è alcuna ragionevole ipotesi per sostenere che il Generale non sia sepolto a Caprera. Parlo anche a nome dei miei cugini Giuseppe e Vittoria, figli – come Anita – di Ezio Garibaldi. Ci opporremo a questa ipotesi e resisteremo a ogni tentativo di aprire quella tomba, finché non ci saranno ragioni valide per farlo. Non siamo in cerca di questo tipo di pubblicità”.
La tomba, da sempre meta di turisti, comitive e viaggi d’istruzione, verrà dunque aperta tra qualche settimana e se il test del Dna dovesse provare che le spoglie appartengono effettivamente a Garibaldi, è molto probabile che si dovrà affrontare il dibattito sulla cremazione o sulla conservazione dei resti come si è fatto sinora.

 

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