Mostra del cinema di Venezia. Diario dell’ottavo giorno | T-Mag | il magazine di Tecnè

Mostra del cinema di Venezia. Diario dell’ottavo giorno

di Fabio Francesca

Giornata importante qui alla mostra del cinema. Arrivano in concorso due film trai più aspettati ma tra di loro molto diversi. Era uno tra più attesi qui al lido e finalmente è arrivata la sua ora. Ovviamente si parla di Marco Bellocchio della sua Bella addormentata. Il cineasta non si smentisce e continua ad interrogare l’Italia con il suo cinema impegnato, ed a scandagliare l’esigenze politiche del nostro paese. La struttura del film ruota intorno alla vicende di Eluana Englaro, ma non si affronta solo la tematica del diritto alla morte. Il film scende più nel profondo analizzando le e dilemmatiche antitesi tra morale e politica , fede e ragione, speranza e disperazione. Ad ogni tema corrisponde un personaggio,per esulare dalla semplice cronaca e arrivare alle radici delle problematiche che attanagliano la contemporaneità.
Cambiando totalmente argomento è passato in concorso un altro film attesissimo Spring breakers di Harmony Korine. Quattro ragazze decidono di andare alla pausa primaverile degli studi e per pagarsela si dedicano alle rapine in banca, in seguito verranno arrestate e finiranno ai servizi di uno sgangherato gangster interpretato da James Franco. Il regista spoglia le ragazze immagine di Disney Channel (non solo metaforicamente) e le arma fino ai denti in questo stravolgimento dell’american way of life, demolendo le icone della televisione perbenista per ragazzi. Un gangsta e pupe con uno stile iper cinetico ed eccessivo. Uno di quei film che o lo si ama o lo si odia.
Fuori concorso si supera il limite del secolo, con l’opera del centoquattrenne Manoel De Oliveira O Gebo e a sombra. Tratto da una piéce del 1923 di Raul Brandao. Come al solito il veterano portoghese ci conduce in una storia dai ritmi lentissimi. Privo di qualsiasi movimento di macchina il film ha una forte impostazione teatrale. Come sempre per De Oliveira un cast veramente di spicco e di caratura Internazionale: Michael Lonsdale, Claudia Cardinale e la divina Jeanne Moreau.
Per la sezione Orizzonti è passato il film turco Araf (Araf. Somewhere in between) di Yesim Ustaoglu già vincitrice del festival di San Sebastian nel 2008. Classico film sull’alienazione in una società che vive sulla sua pelle una situazione di forte crescita economica, che esclude intere fasce di popolazione. Il film si sofferma su questa nuova società dei costumi turchi e sulle differenza tra zone rurali e le grandi città. Niente di nuovo sul fronte orientale.
Da domani due giorni americani, si inizia con Robet Redford ma di questo e altro se ne parlerà nella nono giornata del diario veneziano.

 

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