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Addio carta nelle scuole?

Buona parte degli studenti è tornata o sta tornando a sedersi dietro i banchi di scuola. E nell’augurare buona fortuna a tutti gli alunni, il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha colto l’occasione per annunciare anche alcune innovazioni che in un futuro prossimo verranno introdotte nel mondo della scuola italiana. Il governo, secondo quanto annunciato dal ministro stesso, ha intenzione di garantire a tutte le classi scolastiche di medie e superiori un computer e un tablet per ogni insegnante delle regioni Puglia, Campania, Sicilia e Calabria.
Il programma dell’esecutivo è ambizioso e per far si che ciò accada, il ministero ha stanziato già le prime risorse: 24 milioni di euro che serviranno all’acquisto dei computer.
Il processo di digitalizzazione, ha puntualizzato il ministro, comincerà già dalle prossime settimane, quando verranno consegnati i primi pc.
Nello specifico 8,6 milioni di euro saranno investiti per fornire di un computer le 34.558 classi di scuole medie e 15 mila, 6,5 milioni di euro, invece, serviranno per rifornire le 62.600 classi delle superiori.
L’investimento del governo sarà pluriennale: 24 milioni sono stati già stanziati, altri soldi arriveranno dai fondi europei del programma Formez e saranno usati per acquistare i tablet.
I piani del ministero prevedono l’utilizzo di 31,8 milioni di euro per comprare i tablet da consegnare poi ai professori delle 2.128 scuole coinvolte. Nello specifico 712 scuole sono in Campania (59,9%), 599 in Puglia (85,3%), 233 in Calabria (57,2%) e 584 in Sicilia (58,3%).
La digitalizzazione comporta, naturalmente, un investimento iniziale notevole che, stando alle previsioni del governo, permetterà “un risparmio complessivo di circa 30 milioni di euro”, sostiene Profumo.
Oltre alla razionalizzazione della spesa, l’obiettivo del governo è quello, spiega Profumo, di “creare un sistema formativo più equo capace di fornire un’alta qualità della formazione e di formare i cittadini del domani per i quali il mercato del lavoro non potrà essere solo italiano, ma almeno europeo o internazionale”.
Con l’apertura del nuovo anno scolastico, il governo ha quindi annunciato la decisione di aumentare la spesa pubblica: “Le risorse – ha detto il ministro – passano dai 200 milioni di euro dello scorso anno ai 240 di quest’anno, con un aumento del 33%”. Tutto questo, pochi giorni dopo le stime diffuse dall’Ocse che parlavano di un Paese, il nostro, nettamente indietro rispetto agli altri negli investimenti nel mondo dell’Istruzione.

 

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