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Chi lo ha detto che con la cultura non si mangia?

“Con la cultura non si mangia”, disse una volta l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. E mai frase fu poco opportuna, tante le volte che gliela hanno rinfacciata. A leggere poi alcuni dati verrebbe da credere che, in definitiva, la cultura non sarà il settore trainante, ma produce risultati soddisfacenti, almeno di questi tempi. Arriviamo un po’ tardi sull’argomento in quanto lo studio è stato presentato a luglio, ma stando noi sempre alla ricerca di nuove frontiere per superare la crisi economica o comunque di notizie positive, vale la pena analizzare questi numeri.
Secondo l’indagine L’Italia che verrà: Rapporto 2012 sull’Industria culturale in Italia, elaborata da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla cultura della Regione Marche, la cultura nel nostro Paese frutta un bel po’: quasi il 5,4% della ricchezza prodotta, equivalente a circa 76 miliardi di euro. In termini occupazionali il dato si riflette su un milione e quattrocentomila persone impiegate nel settore, ovvero al 5,6% del totale degli occupati. E allargando lo sguardo dalle imprese che producono cultura in senso stretto (vale a dire industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico-artistico e architettonico, performing arts e arti visive) a tutta la “filiera della cultura”, il valore aggiunto prodotto dalla cultura schizza dal 5,6 al 15% del totale dell’economia nazionale e impiega ben quattro milioni e mezzo di persone, equivalenti al 18,1% degli occupati a livello nazionale.
Nel quadriennio 2007-2011 la crescita nominale del valore aggiunto delle imprese del settore della cultura è stata dello 0,9% annuo, cioè più del doppio rispetto all’economia italiana nel suo complesso (+0,4%). E nello stesso periodo, dunque, gli occupati sono cresciuti dello 0,8% a fronte della diminuzione dello 0,4% a livello sempre complessivo su base annua.
Infine l’export di cultura vale oltre 38 miliardi di euro e rappresenta il 10% dell’export complessivo nazionale. L’import “pesa” per 17,8 miliardi di euro, pari al 4,4% del totale.
Ecco perciò che verrebbe quasi da chiedersi: chi lo ha detto che con la cultura non si mangia?

 

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