Picasso (1881-1973) sceglie Milano per svelarsi | T-Mag | il magazine di Tecnè

Picasso (1881-1973) sceglie Milano per svelarsi

di Stefano Di Rienzo

Attualmente presso la sede del Palazzo Reale di Milano si sta svolgendo una mostra monografica su Picasso (dal 19 Settembre 2012 al 06 Gennaio 2013), pittore, scultore e litografo spagnolo di fama mondiale, considerato uno dei maestri della pittura del XX secolo.
L’esposizione curata da Anne Baldessari riconosciuta a livello internazionale tra i più importanti studiosi di Picasso e curatrice del Musèe National Picasso di Parigi dove è conservata la più grande collezione al mondo delle opere dell’artista spagnolo. La mostra, tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, libri illustrati e stampe, è pensata come un excursus cronologico sulla produzione dell’artista, mettendo a confronto le tematiche e i mezzi espressivi in cui si è cimentato nel corso della sua lunga carriera andando a coprire tutte le fasi fondamentali della creatività multi-sfaccettata del pittore e i vari mezzi espressivi e mediatici tramite cui il suo genio visuale ebbe modo di esprimersi. Saranno presenti oltre 250 opere provenienti dal Museo Nazionale di Parigi molte delle quali mai uscite dal Museo Francese come “La Celestina” (1904), “Uomo con il Mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” e la “Supplicante” (1937). Le opere documentano l’intera vita dell’artista, esposte dalla curatrice in sezioni ordinate cronologicamente dal 1900 al 1972, offrendo così la possibilità unica e straordinaria di confrontarsi con le maggiori fasi artistiche della Modernità testimoniate da un unico genio: il Periodo Blu (1901-1904) e quello Rosa (1905-1907), il Periodo della ricerca “Africana” o Proto-Cubista (1907-1909), il Cubismo Analitico (1910-1912) e il Cubismo Sintetico (1912-1914), le pitture surrealiste, il periodo del coinvolgimento politico e i dipinti sul tema della guerra, l’interludio pop e le variazioni sul tema ispirate ai grandi maestri dell’arte rinascimentale e moderna, fino alle ultimissime produzioni prima della morte avvenuta nel 1972.
E la terza mostra di Picasso realizzata a Milano dopo quella storica del 1953 e del 2001. La prima mostra è stata realizzata nell’immediato dopoguerra quando Picasso era in vita e che ha visto la straordinaria esposizione nella “Sala delle Cariatidi” della grande tela di “Guernica” (1937). La seconda esposizione è stata realizzata anch’essa in un momento storico-politico particolarmente drammatico qual è stato quello che ha seguito l’attentato alle Twin Towers, che ha visto nelle sale del Palazzo Reale la prima retrospettiva di un Picasso già storicizzato. Ora con questa grande esposizione che copre tutte le fasi significative della sua produzione artistica, Milano celebra il ritorno del grande artista dedicando alla storica esposizione del 1953 e a “Guernica” una sezione di approfondimento nella stessa “Sala delle Cariatidi” con immagini, lettere e carteggi originali curata da Francesco Poli (insegnante di Storia dell’Arte contemporanea all’Accademia di Brera). Su uno schermo scorrono le immagini in cui la famosa fotografa Dora Maar in quel momento compagna di Picasso documentò la gestazione del dipinto, mentre una ricca sezione documentaria nelle sale storiche ripercorre l’evento del 1953 (allora Milano viveva un momento doloroso ancora lacerata dalle ferite della guerra, e fu proprio Picasso a chiedere e ottenere che la Sala delle Cariatidi non fosse restaurata “a perenne memento della follia della guerra”).
La collezione del Museè Picasso scrive la curatrice nel catalogo “rappresenta dunque il lavoro picassiano in progress, i suoi imprevisti, i suoi balzi in avanti, i suoi meandri o i suoi ripiegamenti. Vi si può osservare la pittura che diventa scultura e viceversa nell’invenzione di dimensioni intermedie: pittura senza fondo ne contorni, tavole piatte come icone, legni intagliati e lumeggiati di colore, gli inganni ottici del papiers collés (opere d’arte realizzate mediante l’accostamento di pezzi di carta: carta di giornali, carta da parati), delle costruzioni piane, sculture cave, aperte, forate, grafismi spaziali filiformi, quadri a tutto tondo, modelli di carta piegata, lamiere tagliate e dispiegate nello spazio. Anche i disegni, le pagine dei quaderni di schizzi, e le incisioni dialogano in un continuo andirivieni, per ricostruire le logiche iconografiche di un racconto che esplora tutte le possibilità, quasi a raggiungere il mito della nascita delle immagini: si colgono qui le sequenze che vanno dall’identico al multiplo attraverso gli stadi intermedi che descrivono a migliaia tale gesto mitografico”
La mostra unisce insieme una combinazione di genialità e linguaggi artistici in continua evoluzione che arricchirà la città di Milano di una ineguagliabile bellezza.

 

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