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Slot machine: azzardo prêt-à-porter

di Claudia Carmenati

Tramontata l’era di Casino Royale, bische fumose stile romanzo criminale, oggi giocare è sempre più facile: comodamente dal tuo pc e tra poco sul tuo telefonino. E senza l’ansia del venire sorpresi: è tutto legale. Da lunedì scorso infatti sono accessibili mille nuovi siti di scommesse, slot machine in particolare, autorizzate dallo Stato. Secondo la neonata Agenzia delle dogane e dei monopoli, ex Aams per intenderci, l’entrata in vigore del decreto non rappresenta un pericolo: per iscriversi occorre carta di credito e codice fiscale, il gioco è solo per i maggiorenni. E comunque la tutela dei soggetti influenzabili non spetta all’ente. Piuttosto evasivi, considerando che l’Italia ha numeri di soggetti ludopatici in crescita, e per molti è già emergenza sociale. Ci si sorprende che l’apertura alle slot sul web arrivi da questo governo, che nella prima stesura del decreto Balduzzi, era stato molto determinato nella lotta al gioco d’azzardo. Nella legge che porta il nome del ministro della Salute venivano infatti introdotti una serie di disincentivi ad installare le macchinette mangiasoldi nei locali, e la ludopatia, entrava a far parte dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, diventando quindi una malattia ufficialmente riconosciuta dallo Stato. Ma pecunia non olet, evidentemente. Da gennaio a luglio 2012, nelle casse dello Stato sono entrati circa 7,5 miliardi di euro dal settore dei giochi, un dato in flessione di circa il 10%, ma sono tempi di crisi e si raggranella dove si può.
Lo scenario è già preoccupante, ma diventa davvero pericoloso se si immagina uno sviluppo del gioco d’azzardo in forma mobile: app d’azzardo. A quel punto il controllo sui soggetti deboli, minori in primis, diventerebbe facilmente aggirabile. Il gioco con un terminale fisico è difficilmente ostacolabile, ed è una tentazione, laddove si trovano anche esercenti compiacenti, ma se diventa virtuale e portatile la lotta è impari. Al momento gli organismi preposti alla tutela dei minori dalle insidie della comunicazione online non hanno portato avanti istanze particolari, né l’Agcom né il Corecom, la speranza è che si attivino in tempi brevi con misure ad hoc.
Abbiamo parlato del problema con Simone Feder, del Movimento ‘’No-slot’’, psicologo e coordinatore Area giovani e gipendenze Comunità Casa del Giovane di Pavia, la città con la più alta densità di slot machine per abitante. “E’ lo Stato ad essere ludopatico – ci spiega – e non si rende conto che la sindrome da gioco è devastante per il tessuto sociale, per le famiglie’’. Il movimento a Pavia sta portando avanti una campagna nei pubblici esercizi e si è rivolta al Tar, vincendo il ricorso, per vietare l’installazione di nuovi terminali vicino a luoghi sensibili (scuole, ospedali).
Sono diverse le amministrazioni che localmente stanno avviando procedure di disincentivo al gioco d’azzardo, ad esempio l’assessore alle Attività produttive di Roma Capitale, Davide Bordoni, ha firmato una direttiva indirizzata alla Polizia locale per intensificare i controlli amministrativi sul rispetto delle norme di settore da parte dei titolari e gestori di sale da gioco e di altri esercizi commerciali in cui risultano installati apparecchi da gioco. In particolare, dovrà essere verificato che sugli apparecchi sia esposto il nulla osta di messa in esercizio rilasciato dall’ufficio regionale AAMS in originale, il nulla osta di distribuzione in copia conforme rilasciato dall’ufficio regionale AAMS competente, il certificato di conformità in originale rilasciato dal produttore dell’apparecchio; nel locale autorizzato devono inoltre essere esposti la tabella dei giochi proibiti e il divieto di gioco ai minori di 18 anni. Inoltre per ottenere una nuova licenza di somministrazione, nel punteggio da raggiungere è calcolato positivamente l’assenza delle slot machine.
“Il potenziamento dei controlli appare necessario – afferma l’assessore Bordoni – a fronte delle problematiche sociali che sempre più spesso emergono anche in relazione al contrasto al fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Oltre ai controlli amministrativi del caso, gli agenti della Polizia di Roma Capitale trasmetteranno all’AAMS competente e al Comando provinciale della Guardia di Finanza dati ed elementi raccolti qualora in fase di controllo dovessero emergere illeciti di natura penale o tributaria”.

 

2 Commenti per “Slot machine: azzardo prêt-à-porter”

  1. Andrea

    E pensano di fermare i giovani (minorenni) che giocano d’azzardo online con un codice fiscale? E’ la stessa soluzione fallimentare dei distributori di sigarette…

    Ero presente all’evento ItaliaCamp di Verona ed ho visto la presentazione di un sistema incrediblmente semplice ed efficace per contrastare il gioco d’azzardo, non solo nei confronti dei minori ma anche contro la ludopatia. Una tessera biometrica usabile solamente dal proprietario, esente da problemi di privacy, e che funzionerebbe anche come login sicuro e certificato ai casinò online…
    A mio giudizio sarebbe da adottare per tutto il comparto del gioco d’azzardo (ed anche sui distributorti di sigarette!). Hanno un sito web che è http://www.privacycard.it

  2. Alfonso

    Secondo me, un modo per contrastare questa brutta piaga del gioco d’azzardo esiste ed è abbastanza semplice da applicare.
    Occorre obbligare i partecipanti ai vari giochi gestiti dai Monopoli di Stato a dichiarare preventivamente la propria situazione patrimoniale tramite la certificazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). In base all’indicatore ISEE ogni giocatore si vedrà assegnato un limite massimo mensile di giocata. Per verificare che questo limite non sia superato ogni giocatore dovrà utilizzare/esibire il codice fiscale/tesserino sanitario.
    Cordiali saluti

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