Solo il 9% degli studenti ha un lavoro | T-Mag | il magazine di Tecnè

Solo il 9% degli studenti ha un lavoro

di Matteo Buttaroni

Il conseguimento del diploma molto spesso, essendo una fase intermedia per i giovani, costituisce un momento di sovrapposizione del lavoro allo studio, nello specifico nel 2011 poco più del 9% è uno studente lavoratore. E’ quanto emerge da un’indagine Istat.
Lo studio riporta anche che mentre un diplomato su tre è esclusivamente impegnato negli studi universitari, il 28% lavora e non studia e il 9% si dichiara unicamente alla ricerca di un’occupazione.
Se questo fenomeno dalla fine degli anni novanta fino al 2001 ha visto una sempre maggiore espansione, si è andato poi ad indebolire dieci anni dopo con l’avvento della crisi economica: nel 2001 erano il 72% il neo laureati in cerca di lavoro di cui il 55% era riuscito a trovarlo. Dieci anni dopo invece i diplomati occupati sono scesi invece al 45,7%.
Si riscontra anche una differenza sostanziale per genere: nel 2011 i maschi attivi nel mercato del lavoro erano il 65,4% mentre per quanto riguarda le donne la quota appariva sotto il 59%.
Diverso invece il dato legato prettamente ai diplomati. In particolare le diplomate risultano più attaccate allo studio rispetto ai colleghi maschi: il 36,5% delle diplomate è impegnato esclusivamente attaccato allo studio contro il 30,7% della componente maschile.
Al di là delle differenze di genere risulta che quasi un diplomato su due, il 47,8%, ha un contratto a tempo determinato di cui il 57,3% è un ex liceale. Il 26,1% dichiara che si tratta di una scelta mentre per circa il 74% si tratta di mancanza di opportunità alternative.
“Tra i diplomati che svolgono un lavoro continuativo – si legge nello studio – , il 17,7% lavora con un contratto part-time. Le occupazioni con orario ridotto sono nettamente più diffuse tra le donne (con il 27,6% rispetto al 9,9% degli uomini), tra i diplomati dei licei o dell’istruzione magistrale (rispettivamente il 35,6% e il 39,9%) e nelle regioni centro-meridionali (in particolare nelle Isole, dove l’incidenza del part-time sfiora il 24%%)”
Nello specifico, tra gli studenti lavoratori, quelli che lavorano part-time sono il 48,4% e per quasi l’80% è stata una propria scelta.
Il lavoro che i neo diplomati trovano nel periodo immediatamente successivo al conseguimento del diploma molto spesso non è adeguato al livello di istruzione raggiunto. Basti pensare che solo nel 56,2% dei casi il diploma costituisce un requisito per l’accesso al lavoro.
Molto spesso anche gli argomenti di studio non coincidono con la professione che i neo diplomati vanno ad intraprendere: “nel 2011 – si legge -, solo il 48,3% dei diplomati del 2007 che svolgono un lavoro continuativo che richiede il possesso del diploma dichiara di utilizzare pienamente le competenze acquisite. Poco meno dell’8% dei ragazzi, invece, pur avendo ottenuto il lavoro perché possedevano un diploma, non utilizza appieno le competenze acquisite, mentre il 28% dichiara di avvalersi della preparazione scolastica ricevuta nonostante il diploma non fosse un requisito per l’accesso. Il livello più alto di ‘mancata coerenza’ si rileva tra i diplomati impegnati in attività per le quali non è richiesto il diploma né sotto il profilo formale né sotto quello sostanziale (il 15,8%)”.
“Le difficoltà che i diplomati incontrano nell’entrare nel mercato del lavoro – secondo Istat – sono testimoniate dalla quota di ragazzi che, a quattro anni dal diploma, non lavorano e sono alla ricerca di un’occupazione.
L’incidenza dei disoccupati4 sul totale dei diplomati attivi è pari al 26,2%. Lo svantaggio delle donne nell’accesso al lavoro appare anche qui evidente: la quota di diplomate inoccupate e in cerca di lavoro raggiunge quasi il 31% a confronto del 21,7% riscontrato per i maschi. Forti diversità si rilevano anche sul territorio, dove l’incidenza dei disoccupati aumenta passando da Nord a Sud: se nel Nord-est tale quota ammonta al 14,3%, nel Sud e nelle Isole raggiunge rispettivamente il 36,6% e 39,4%.
La formazione acquisita nel percorso scolastico sembra condizionare in maniera rilevante il successo o l’insuccesso nella ricerca di un lavoro: i diplomati degli istituti professionali e tecnici incontrano minori difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro (i disoccupati sono pari, rispettivamente, 21,4% e al 22,4%). I più elevati livelli di disoccupazione (superiori al 34%) si rilevano, invece, tra i diplomati che hanno ricevuto una formazione artistica, liceale o magistrale.
Tra i diplomati in cerca di occupazione, il 56,7% vorrebbe trovare un lavoro alle dipendenze (le più interessate a questo tipo di occupazione sono le donne, il 61,1%); solo il 14,1% è orientato a svolgere un’attività autonoma (prevalentemente si tratta di maschi, il 16,9%), mentre quasi il 30% dichiara di non avere preferenze.
Le preferenze in materia di regime orario si differenziano sensibilmente in base al genere: desidera un lavoro part-time il 48,8% delle donne e il 31,3% degli uomini. Nel complesso, circa il 18% non esprime alcuna preferenza. L’impegno negli studi favorisce la propensione a lavorare con un orario ridotto: tra i diplomati che studiano, il 67,6% vorrebbe un lavoro part-time, rispetto al 20% dei diplomati che non studiano; tra questi ultimi, uno su quattro dichiara di non avere preferenze.
La propensione a cambiare residenza per motivi di lavoro riguarda poco meno del 40% dei diplomati che sono ancora in cerca di lavoro: il 16,9% si sposterebbe in qualunque zona d’Italia e il 22,6% è disponibile a trasferirsi anche all’estero. Poco più del 37%, invece, si dichiara disponibile a lavorare al massimo in un comune vicino a quello di residenza, purché raggiungibile in giornata, mentre il 21,2% non è intenzionato a lavorare in un comune diverso da quello in cui vive.
Gli uomini si dimostrano più disponibili agli spostamenti di lunga distanza: il 18% si dichiara pronto a trasferirsi in qualunque zona del Paese (tra le donne la quota corrispondente è il 16,1%) e oltre il 30% anche all’estero (contro il 16,4% delle donne)”.

 

Scrivi una replica

News

Coronavirus, Mattarella: «Per sconfiggere il virus serviranno ancora prudenza, ma anche determinazione»

«Per sconfiggere il virus serviranno ancora prudenza e responsabilità nei comportamenti, ma servirà anche determinazione, iniziativa e anche coraggio d’innovazione e qualità». Così il capo…

11 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, l’Unione europea ha avviato una seconda azione legale contro AstraZeneca

La Commissione europea ha avviato una seconda azione legale contro AstraZeneca. «Chiediamo ad AstraZeneca la consegna entro giugno delle 90 milioni dosi che sarebbero dovute…

11 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, a livello mondiale i contagi hanno superato i 159 milioni

A livello mondiale, le persone contagiate dal coronavirus sono state 159.031.885. A riferirlo la Johns Hopkins University che monitora l’andamento mondiale della pandemia che, al…

11 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, gli anticorpi “durano” fino a otto mesi dal contagio

Gli anticorpi, che neutralizzano il virus Sars-CoV-2, persistono nei pazienti fino ad almeno otto mesi dopo la diagnosi di Covid-19, indipendentemente dalla gravità della malattia,…

11 Mag 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia