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Imu, Brunetta: “Grava più del doppio rispetto all’Ici”

Il coordinatore dei dipartimenti del Pdl, Renato Brunetta, ha detto: “L’Imu oggi in vigore, l’imposta che sta creando una quantità di problemi raramente visti nella storia del nostro sistema tributario, è nata con il decreto Salva Italia. Questo decreto ha modificato l’imposta originariamente prevista dal federalismo fiscale, che era destinata a entrare in vigore nel 2014, assieme all’imposta municipale secondaria, nell’ottica di semplificare il farraginoso catalogo delle imposte locali. Quella originaria, era un’Imu piu’ leggera ed esentava la prima casa, in conformita’ a quanto disponeva espressamente la legge delega (legge 42 del 2009, che all’art. 12, lett.b). L’Imu oggi in vigore è una sorta di Avatar della vecchia Imu: nasce appunto con il decreto Salva Italia e di quella originaria l’Imu di oggi mantiene il nome e la struttura, ma ha subito profonde modifiche, che ne alterano la natura”.
“La prima modifica è che si applica – aggiunge -, ma con un’aliquota ridotta, anche alla prima casa. La seconda è che la nuova Imu ha una doppia faccia, nascosta. Mantiene, infatti, il nome di imposta ‘municipale’, ma metà del gettito sulle seconde case (9 mld) lo prende lo Stato. Non solo: i Comuni perdono di fatto anche il gettito derivante dall’estensione alle prime case (3,8 mld), perché il Salva Italia ha ulteriormente tagliato il fondo di riequilibrio destinato ai Comuni per altri 5,65 mld. La terza modifica è che il Salva Italia ha imposto le rivalutazioni catastali, per cui la base imponibile dell’Imu viene quasi raddoppiata.
In definitiva: la nuova Imu è un’imposta che pesa più del doppio rispetto alla vecchia Ici, sarà il Comune a metterci la faccia di fronte agli elettori quando arriverà la cartella esattoriale (l’imposta continua a chiamarsi ‘Municipale’), ma questi elettori non vedranno nessun miglioramento nei servizi municipali, perché il Comune non riceverà nemmeno un euro aggiuntivo: il maggior gettito lo incassa lo Stato. Anzi i Comuni in media, per effetto della nuova Imu e dei tagli, hanno perso circa il 27% rispetto a quanto incassavano con la vecchia Ici.
Queste due modifiche, assieme all’anticipo al 2012, hanno creato tutti i problemi cui stiamo assistendo. Ora con la legge di stabilità è stata attuata una modifica che la rende più comunale: lo Stato non prende più il gettito sulle seconde case, ma quello sulle imprese. Meglio di prima, ma la sostanza non cambia”.

 

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