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Rai, Tarantola: “In Italia il canone costa meno, problema è evasione”

Intervistata da La Stampa il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola ha detto: “Un modello culturale che preveda di conciliare la qualità dei programmi con gli ascolti, che assicurano gli introiti pubblicitari. E’ questa la sfida che ci proponiamo per la Rai. Una sfida che Roberto Benigni, con la lettura della Costituzione in tv, ha dimostrato che è possibile. Abbiamo abolito L’isola dei famosi e Miss Italia perché non rientravano in questo progetto.
Certo è stato trasmesso il matrimonio di Valeria Marini ma sono incidenti che possono sempre succedere e spero che ne succedano sempre di meno. Ma vorremmo che la donna sia rappresentata in tv in modo diverso, che la fiction sia più contemporanea, racconti storie più realistiche.
Insomma per questa televisione si può usare anche il termine nazional-popolare, anche se non lo preferisco. Io penso che la Rai, con i programmi generalisti, debba arrivare a tutti deve fare prodotti allettanti, piacevoli, perché se non la si vede non raggiunge l’obbiettivo di servizio pubblico. Questo non vuol dire che debbano essere volgari o sensazionalisti.
Sull’utilità di questi canali abbiamo avviato uno studio e non so se siano necessari davvero tutti. Ma proprio perché siamo servizio pubblico dobbiamo offrire prodotti specifici per tutte le esigenze, caratterizzando i programmi sempre di più. Questo vale anche per le reti generaliste. Oggi, lo fanno più nelle intenzioni che nei fatti. La prima rete deve essere la tv delle famiglie, la seconda dei giovani e la terza della cultura e della trasversalità. E’ vero, però, che i canali tematici sono poco conosciuti. Abbiamo fatto più pubblicità a questo proposito e lo faremo ancor di più e meglio”.
Parlando poi della chiusura del bilancio con la perdita di 240 milioni di euro ha detto: “Io accetto tutte le critiche ma non quelle che partono dalla non conoscenza dei fatti. Nel 2012 ci siamo trovati con 200 milioni in meno di pubblicità e con 140 milioni di costi in più, per via di quegli eventi sportivi che capitano negli anni pari. Il totale fa ben 340 milioni.
Siamo riusciti a risparmiare, in un solo anno, circa 100 milioni.
Per portare la Rai in equilibrio economico non credo che sia politicamente possibile aumentare il canone. In Italia è più basso rispetto alla Francia o alla Germania o all’Inghilterra. Il problema, da noi è l’evasione che raggiunge il 27%, mentre, in quei paesi, si aggira intorno al 5-6%. Con 500 milioni in più, quanto ammonta l’evasione, staremmo certo meglio, anche se l’obbiettivo dell’efficienza e della sanità dei bilanci andrebbe perseguito lo stesso”.

 

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