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Mai così male i consumi delle famiglie

carlo_sangalliLe famiglie italiane tornano a consumare come erano solite fare nel 2000. Il crollo dei consumi, infatti, è frutto del calo vertiginoso del potere d’acquisto delle famiglie italiane e che, secondo lo studio della Confcommercio, potrà essere recuperato definitivamente solo nel 2036.
“A causa della crisi – afferma una ricerca Confcommercio-Cer presentata in occasione dell’assemblea dell’organizzazione – ogni famiglia italiana ha registrato, in media, una riduzione del proprio potere d’acquisto di oltre 3.400 euro. La dimensione raggiunta dalla caduta dei redditi è tale che, se pure si riuscisse a tornare alle dinamiche di crescita pre-crisi, bisognerebbe comunque aspettare fino al 2036 per recuperare il potere d’acquisto perduto”.
Insomma, non sarà un processo a breve termine. Occorre quindi “agire tempestivamente” per tornare a far crescere l’economia, compito, quest’ultimo, che spetta in parte al governo italiano e in parte all’Unione europea.
Bruxelles, sostiene Confcommercio, deve capire che “non c’è contrasto della recessione e impegno per l’occupazione senza una più robusta domanda interna”.
Roma, da parte sua, ha molto altro da fare: togliere l’Imu alle imprese, ad esempio.
L’Imu, ribadiscono da Confcommercio, deve essere tolta: “Ora bisogna proseguire con un’organica revisione della tassazione degli immobili”. La revisione deve però tener conto di molti aspetti: dare “solide fondamenta alla finanza comunale”, ma che prenda atto “dell’insostenibilità dell’attuale carico sugli immobili strumentali delle imprese, compresi negozi e alberghi, per i quali va consentita la deducibilità del reddito d’impresa e anche dell’Irap”.
C’è poi (questa è la richiesta più insistente di Confcommercio) da “scongiurare” l’aumento dell’Iva di un punto percentuale. “L’impatto di questo aumento sui consumi, sulla crescita, sull’occupazione sarebbe – spiega Sangalli – benzina sul fuoco della recessione”. Insomma, un eventuale incremento dell’imposta non farebbe altro che peggiorare la situazione già grave di suo. Ma il governo non si sbilancia e direttamente dal palco dove pochi minuti prima Carlo Sangalli aveva chiesto di non aumentare l’Iva, il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato ammette: “Vorrei essere qua per dire che non la aumenteremo ma non è che non voglio, ma non lo posso al momento fare”.

 

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