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“Il risanamento presenta dei rischi”

bce_crisi_economicaPer la Cgil solo nel 2076 si potrà riportare il numero degli occupati al livello pre-crisi. Per Confcommercio, invece, il potere d’acquisto delle famiglie si potrà recuperare definitivamente a partire dal 2036. Però l’Italia è tra i sei paesi europei virtuosi – un club quasi esclusivo – in materia di conti pubblici, e questo lo sapevamo già (tanto che la Commissione ha chiuso la procedura di infrazione per deficit eccessivo). A ribadirlo giovedì è la Banca centrale europea, che ricorda come il deficit non sia salito oltre i parametri del 3% del Pil nel 2012. Ma a preoccupare è, ancora una volta, la crescita praticamente nulla (semmai il Pil è in contrazione). L’Italia, afferma la Bce, nel periodo dal 1999 al 2012, ha registrato la “flessione più cospicua delle quote di mercato delle esportazioni calcolate a livello mondiale”. Dunque deve “attenersi con rigore al percorso di moderazione del disavanzo specificato nell’aggiornamento per il 2013” al fine di non oltrepassare (di nuovo) il valore di riferimento del 3% di deficit/Pil. Si tratta, dicono da Francoforte, di una “sfida cruciale per la politica di bilancio del nuovo governo”.
I rischi al ribasso sull’economia mondiale, ad ogni modo, “stanno diminuendo”, ma la ripresa non sarà omogenea. Questo è quanto emerge dalla lettura del rapporto semestrale della Banca Mondiale: Le prospettive economiche globali. Il Pil mondiale dovrebbe crescere quest’anno del 2,2% e del 3% nel 2014. Tagliate, invece, dall’8,4% al 7,7% le previsioni di crescita economica della Cina. Per gli Stati Uniti si stima quest’anno una crescita del Pil del 2% e del 2,8% nel prossimo. Diverse e opposte le stime per quanto concerne l’area dell’euro. Secondo la Banca Mondiale, infatti, nell’eurozona si registrerà una contrazione del Pil pari a -0,6%.
Poi c’è la condizione lavorativa, che a ben vedere non è appagante nell’intera eurozona. “Le economie dell’eurozona – fa sapere la Bce – hanno perso oltre quattro milioni di occupati dal 2008 ed è probabile che l’occupazione si sia ulteriormente ridotta nei primi due trimestri del 2013”.
“Se non c’è il lavoro, il Paese non si salva”, ha ricordato il premier Enrico Letta mercoledì al congresso della Cisl. Il lavoro, ha ribadito Letta, deve essere “al centro di tutte le politiche del Paese”. Ridurre il cuneo fiscale è una delle priorità, ma il governo sta vagliando ulteriori soluzioni da varare prima del Consiglio europeo di fine mese (nel frattempo, proprio in questi giorni, si terrà un vertice sul lavoro tra Italia, Francia, Spagna e Germania).

 

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